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Ancora una volta la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto è teatro di gravi episodi di violenza perpetrati da persone detenute in danno dei poliziotti penitenziari. È di ieri la notizia che un detenuto extracomunitario, quarantenne, sottoposto a regime di isolamento disciplinare per gravi violazioni alle regole di condotta e per atteggiamenti violenti nei confronti di operatori


Se l'ammontare dei soldi recuperati dallo Stato per pene pecuniarie a seguito di condanne, secondo dati ufficiali del Ministero della Giustizia, dal 2012 ad oggi, è di poco superiore al 3% del totale, in Campania siamo a livello di percentuale da prefisso telefonico, confermandosi come la peggiore regione di condannati cattivi pagatori e quindi non solo evasori fiscali normali


Adesso gli agenti penitenziari a Napoli si vedranno “osservati” da un ex detenuto, ex narcotrafficante che ha scontato 22 anni e 6 mesi di carcere, di cui 21 in Italia e circa due in Spagna. Siamo di fronte all'ennesimo caso di confusione, tipicamente italiano, tra vittime e carnefici, a ruoli invertiti. Un caso che offende le vittime della criminalità, i loro familiari e chi in carcere svolge il suo lavoro


L’operazione di oggi a Qualiano, nell'area metropolitana di Napoli, con gli arresti di appartenenti del clan camorristico De Rose, nonostante numerosi dei suoi esponenti di spicco siano detenuti, è la riprova che è dal carcere che si continua ad esercitare il controllo del territorio e ad impartire gli ordini alle nuove “leve” dimostratesi capaci di gestire le attività criminose


Quanti altri Fabrizio Corona con “patologia psichiatrica” restano, invece, in cella?”. È la domanda di Aldo Di Giacomo, commentando la recente decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano che ha concesso a Corona il differimento di pena con detenzione ai domiciliari presso una casa di cura per quattro anni. Il magistrato -sottolinea Di Giacomo- ha ritenuto che la patologia di cui soffre Corona


“Attenzione: la trentina di affiliati ai “cult”, i clan della mafia nigeriana, arrestati in Puglia, Sicilia, Campania, Calabria, Lazio, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto e poi all'estero, su disposizione della magistratura di Bari, arrivati nelle carceri italiane, se non si assumono tutte le azioni necessarie, diventeranno un grandissimo problema, come lo sono i mafiosi nigeriani già reclusi”


Una maxi-operazione di controllo è avvenuta oggi alle prime ore dell'alba nel carcere di Foggia, disposta dalla DIA, con l'impiego di circa 150 uomini provenienti in gran parte dalla regione. L'operazione sarebbe scaturita a seguito di intercettazioni di telefonate partite dalle celle dell'istituto penitenziario. Sarebbero stati sequestrati numerosi telefonini ed anche stupefacenti


La notizia che un boss della camorra, Giuseppe Gallo, è stato scoperto mentre telefonava dalla sua cella, nonostante il regime speciale del 41-bis a cui era sottoposto  nel carcere di Parma e del ritrovamento di tre telefoni - un Iphone e due apparecchi Android, che il camorrista teneva nascosti in cella – squarcia il velo di ipocrisia sulle condizioni dei detenuti del 41 bis


L'assistente capo Ruggiano, in servizio presso l’Icam-San Vittore di Milano, che ha salvato la vita alla piccola figlia di una detenuta, non è un eroe per un giorno, ma il simbolo migliore del lavoro, oscuro e prezioso, di tutti gli agenti penitenziari che salvano tante vite umane, in particolare di detenuti che tentano il suicidio”. Ad affermarlo è il segretario generale Aldo Di Giacomo


“Chi ripaga e ridà dignità all'agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Torino agli arresti domiciliari con accuse infamanti e che il Tribunale del Riesame di Torino ha rimesso in libertà? “ È l'interrogativo che lancia Aldo Di Giacomo, dopo l'ordinanza annullata e l’immediata remissione in libertà disposta dal Tribunale del Riesame di Torino,


Le evasioni di detenuti durante permessi premio o altri benefici nel giro di pochi anni hanno superato il 100% mentre sono aumentati di oltre il 50% i reati commessi, tra i quali omicidi, durante gli stessi benefici. È ora di intervenire drasticamente”. Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo per il quale bisogna introdurre pene severe per chi evade durante i permessi premio e/o compie reati

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