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Il continuo ed allarmante aumento del numero di detenuti contagiati nel carcere di Taranto è purtroppo la prova più autorevole che non è l’obbligo vaccinale per il personale penitenziario a risolvere a contenere la diffusione del Covid se poi lo stesso obbligo non viene esteso a tutti, a cominciare dai familiari e dagli avvocati dei detenuti




L’obbligo vaccinale per il personale penitenziario, che ci vede convintamente favorevoli, non da oggi, non risolve in alcun modo la prevenzione dalla diffusione del Covid se l’obbligo non viene esteso a tutti, a cominciare dai familiari e dagli avvocati dei detenuti. Solo a Poggioreale-Napoli ci sono flussi di ingressi settimanali dieci volte superiori al numero dei detenuti, con una media di 3mila persone



La violenta rissa a coltellate tra detenuti di Poggioreale-Napoli di oggi è l’ennesimo caso di scontri tra gang e clan presenti negli istituti penitenziari che si contendono il controllo di traffici e che vogliono imporre il proprio comando. Cosa vogliamo aspettare ancora che accada la “mattanza” avvenuta nelle carceri dell’Ecuador?  Così il segretario generale Aldo Di Giacomo che aggiunge



L’orrore che si è consumato nel carcere della Dogaia di Prato dove un giovane detenuto per furto è stato vittima di tortura e violenze sessuali di gruppo, purtroppo, non è un caso eccezionale ma più semplicemente è un caso di quotidiana normalità. Nei penitenziari troppi detenuti deboli finiscono nelle mani dei più forti che impongono violenze, soprusi, angherie



Un agente in servizio nel carcere di Santa Maria C. V. è stato selvaggiamente picchiato da un detenuto ed è stato trasportato all’ospedale in ambulanza. Lo riferisce  Aldo Di Giacomo sottolineando che “non ci possono essere indignazione e protesta a senso unico, vale a dire solo dalla parte dei detenuti. A pochi giorni dalla richiesta di processo per 108 agenti e funzionari del carcere casertano



L’escalation di violenze, aggressioni, minacce al personale penitenziario ha raggiunto un livello d’allarme che non ha precedenti. Limitandoci solo agli episodi delle ultime 48 ore – a Terni minacce di morte agli agenti; a Poggioreale detenuto che incendia la cella e viene salvato; ad Asti olio bollente e siringhe insanguinate scagliati contro il personale – sono sicuramente scollegati tra loro, ma attenzione



Il personale penitenziario è allo stremo. Solo per congedo e ferie arretrate il 2021 si chiuderà con 4 milioni 600 mila ore complessive maturate e non godute da parte dei circa 35mila agenti-personale operativi che non potranno assolutamente essere smaltite. È quanto denuncia Aldo Di Giacomo per il quale “non si possono aspettare tempi e procedure dell’espletamento dei concorsi per nuove assunzioni



La denuncia del procuratore aggiunto di Bari, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, Francesco Giannella – “il carcere non ostacola più l'operatività delle mafie, che operano su due binari, dentro e fuori gli istituti penitenziari grazie a una circolazione incontrollata di telefoni cellulari di piccolissime dimensioni, introdotti nelle carceri di tutta Italia nei modi più fantasiosi



Solo 4 celle su 20 di una sezione del carcere di Lucca sono effettivamente utilizzabili a causa delle devastazioni e degli atti violenti dei detenuti. Chi si indigna adesso?”. È la domanda del segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria – S.PP. – Aldo Di Giacomo che ricorda invece la campagna ancora in corso contro la polizia penitenziaria per i fatti del carcere di Santa Maria Capua Vetere



Qualche clan della camorra sta trasformando le carceri campane in piste di volo, proprio come sta accadendo a Secondigliano diventato un secondo Capodichino”. È il commento di Aldo Di Giacomo all’ennesima intercettazione di droni che trasportavano telefonini e droga. “Qualche tempo fa c’era chi proponeva di “schermare” i penitenziari per intercettare i droni. Poi – aggiunge – di questa idea



Sulle rivolte avvenute in 49 istituti penitenziari italiani tra la prima e la seconda settimana di marzo 2020, in pieno lockdown, o meglio con il pretesto delle restrizioni per la pandemia, finalmente, ci avviciniamo alla verità. Come abbiamo da sempre sostenuto e denunciato sin dall’inizio, unico sindacato della polizia penitenziaria, le indagini della Procura nazionale antimafia e di numerosi


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Gentile onorevole/senatore,
come avrà avuto modo di sapere l'escalation di minacce che mi colpiscono da anni, in qualità di segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (S.PP.) – tra le quali il pacco bomba fatto recapitare nella mia abitazione
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