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Tra la tesi della presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia - “il carcere non è sempre la pena più adeguata” - e quella del Garante dei detenuti, Mauro Palma, secondo cui il sovraffollamento degli istituti di pena si risolverebbe solo con le cosiddette misure alternative alla carcerazione, sino ad abolire o comunque rendere “più comodo” il 41 bis, la corte Europea



Il reddito di cittadinanza concesso ed incassato da detenuti ed appartenenti a famiglie della ‘ndrangheta nella Locride, come emerso dall'indagine di Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, è l'ultimo e più sonoro schiaffo ai cittadini e ai servitori dello Stato come agenti penitenziari e forze dell'ordine nuovamente sbeffeggiati”. È il commento del segretario



La caccia all'uomo in divisa”, che negli ultimi giorni sembra intensificata con tanti casi in tutt'Italia, comincia dal carcere, perché se le continue aggressioni, accompagnate da azioni di delegittimazione, a cui sono sottoposti gli agenti penitenziari sono tollerate questo diventa un messaggio di incoraggiamento per fare altrettanto fuori dal carcere



Al Garante Nazionale dei Detenuti Palma che, un giorno sì e uno no, parla di sovraffollamento delle carceri (in Sicilia 6.443 detenuti e 6.497 posti) e dell'esigenza di svuotare le celle, sino a mettere in discussione il 41 bis che - a suo dire - sarebbe “una misura afflittiva inutile e dannosa”, è necessario chiarire le idee perché le sue proposte non garantiscono né i detenuti e né i cittadini



Da una parte il Garante Nazionale dei Detenuti Palma continua ad insistere sul sovraffollamento delle carceri e sull'esigenza di svuotare le celle sino a mettere in discussione il 41 bis che a suo dire è “una misura afflittiva inutile e dannosa” e dall'altra prosegue il tour del Sindacato di Polizia Penitenziaria (S.PP.) – Aldo Di Giacomo – in sciopero della fame per accendere l'attenzione di Parlamento e politica



Chi potrebbe escludere che gli ordini per gli uomini della criminalità organizzata a Foggia partano dal carcere?”. Da questa domanda prende le mosse l'iniziativa del segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (S.PP.) Aldo Di Giacomo che, nell'ambito del tour tra le carceri italiane, oggi ha fatto tappa a Foggia dove ha tenuto una conferenza stampa



Lo sciopero della fame, ad iniziare da oggi, insieme ad un tour tra i principali istituti penitenziari italiani per informare e mobilitare i cittadini sulla gravissima situazione delle carceri che si ripercuote direttamente sulla sicurezza delle città: sono le iniziative annunciate oggi a Napoli dal segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo


Gentile onorevole/senatore,
come avrà avuto modo di sapere l'escalation di minacce che mi colpiscono da anni, in qualità di segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (S.PP.) – tra le quali il pacco bomba fatto recapitare nella mia abitazione, lettere e mail dai toni chiaramente di intimidazione ed altro – ha raggiunto l'apice, sicuramente più grave, con l'arrivo a casa mia di una lettera contenente due proiettili di arma da fuoco e un messaggio di minacce dirette a me e alla mia famiglia.


La politica sta dando il peggio di sé con i giochetti sulla prescrizione. La verità è che oltre a difendere una cerchia ben ristretta di condannati eccellenti in primo grado è ben lontana dai problemi veri del sistema penitenziario e della sicurezza dei cittadini





Li ha ricevuti Aldo Di Giacomo (Spp), da anni impegnato in una dura battaglia nelle carceri campani, dove lo Stato ha fallito e lasciato proliferare la criminalità organizzata".
"Sta denunciando senza reticenze quello che accade nelle carceri di tutta la Campania. Risultato: ha ricevuto a casa una lettera di con due proiettili e minacce diretta a lui e alla sua famiglia.


Aldo Di Giacomo, Segretario Generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, riceve da tempo lettere minatorie e altre intimidazioni. "Lo Stato lo protegga mentre denuncia le condizioni di carceri come Poggioreale", chiede il sindacato“.
Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria denuncia minacce che durano da molti mesi".

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