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ATTIVITA
ATTIVITA SINDACALI 2019

INCONTRI ED ATTIVITA MESSE IN ATTO DALLA SEGRETERIA GENERALE



In Calabria si arrestano gli appartenenti ai clan della 'ndrangheta per rinchiuderli in carcere e strappare dalla radice la criminalità organizzata. A Parma si evade dal carcere con facilità. Non vorremmo che il grande lavoro delle forze dell'ordine calabresi, coordinato dalla procura antimafia di Catanzaro, diretta dal procuratore Nicola Gratteri, ai quali va il nostro riconoscimento


I due arresti, nel giro di poche ore, sia pure in indagini diverse, in Calabria di un agente di polizia penitenziaria trovato in possesso di cocaina e in Campania di un agente che – secondo le accuse della Dda - “condivideva attività di un clan” - riconfermano che come in ogni settore ed attività del Paese le “mele marce” sono annidate ovunque e quindi vanno scoperte e condannate duramente


Continuano gli eventi critici che coinvolgono le carceri campane, le ultime notizie continuano a giungere dalla C.C. di Avellino dove ieri, in serata, alcuni detenuti, tutti campani, si sono violentemente affrontati per affermare il proprio predominio nella struttura. A comunicarlo è Aldo Di Giacomo “due gruppi di detenuti si sono fronteggiati con armi rudimentali, ed il bilancio è stato drammatico


Adesso gli agenti penitenziari a Napoli si vedranno “osservati” da un ex detenuto, ex narcotrafficante che ha scontato 22 anni e 6 mesi di carcere, di cui 21 in Italia e circa due in Spagna. Siamo di fronte all'ennesimo caso di confusione, tipicamente italiano, tra vittime e carnefici, a ruoli invertiti. Un caso che offende le vittime della criminalità, i loro familiari e chi in carcere svolge il suo lavoro


L’operazione di oggi a Qualiano, nell'area metropolitana di Napoli, con gli arresti di appartenenti del clan camorristico De Rose, nonostante numerosi dei suoi esponenti di spicco siano detenuti, è la riprova che è dal carcere che si continua ad esercitare il controllo del territorio e ad impartire gli ordini alle nuove “leve” dimostratesi capaci di gestire le attività criminose


La notizia che un boss della camorra, Giuseppe Gallo, è stato scoperto mentre telefonava dalla sua cella, nonostante il regime speciale del 41-bis a cui era sottoposto  nel carcere di Parma e del ritrovamento di tre telefoni - un Iphone e due apparecchi Android, che il camorrista teneva nascosti in cella – squarcia il velo di ipocrisia sulle condizioni dei detenuti del 41 bis


“È il caso di dire che siamo di fronte alla classica “scoperta dell’acqua calda”. Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. commenta così il ritrovamento di 8 telefoni cellulari e un pacchetto di hascisc all’interno del carcere di Campobasso. Il merito è sicuramente del nuovo comandante dal cui insediamento, meno di 4 mesi


Un detenuto è evaso oggi a Napoli. L’uomo, si tratterebbe di Rade Nikolic, di nazionalità serba, che stava scontando la sua pena nel carcere di Frosinone, era in permesso per raggiungere la famiglia nel campo rom di Secondigliano. Giunto nel capoluogo campano, ha simulato un malore del figlio e, approfittando del trambusto, è scappato dalla finestra del bagno


Mettiamo fine al buonismo e ai permessi premio per criminali che se ne servono solo per evadere dal carcere”. A sostenerlo è il segretario generale del sindacato S.PP. Aldo Di Giacomo riferendo che nella tarda mattinata di oggi un pericoloso detenuto di etnia rom è evaso durante la visita ad un familiare al campo rom di Secondigliano. Si chiama Rade Nikolic, è nato in Serbia, ed ha 38 anni


L'indagine, condotta dagli agenti della Squadra mobile di Torino, con l'arresto degli affilati al cult ‘Black Axe‘, uno dei gruppi criminali provenienti dalla Nigeria, dediti allo spaccio di droga, rafforza l’allarme che abbiamo lanciato da tempo: la mafia nigeriana sta conquistando le metropoli come le città di periferia. Ma attenzione: non basta arrestarli perché in carcere sono comunque pericolosi


Paragonare la casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento a quella di Guantanamo getta nuovo fango e discredito sulla polizia penitenziaria ed è evidentemente un’idiozia. Un nuovo tassello della campagna di denigrazione degli agenti penitenziari”. Lo afferma Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP.


La sentenza della Corte di Strasburgo che, di fatto, impone, senza appello, all'Italia di cancellare la legge sull'ergastolo ostativo apre le celle ai 957 detenuti sottoposti al 41 bis che l'aspettavano per avviare la nuova controffensiva, questa volta a colpi di ricorsi nelle aule del Tribunale, ed imporre quella resa dello Stato, già richiesta nel ben noto “papello” di Totò Ruina”


La conclusione dell'inchiesta della Polizia di Caltanissetta contro il clan Rinzivillo – gli ordini per i mafiosi partono dal carcere – è la classica scoperta dell’“uovo di Colombo” che non ci meraviglia affatto. È da anni che stiamo lanciando l'allarme perchè i numerosi arresti avvenuti negli ultimi tempi di capi clan o comunque degli uomini di spicco dei mandamenti li costringe a riorganizzare dalla cella


Continuano gli eventi critici che coinvolgono le carceri campane, situazione al collasso alla Casa Circondariale di Avellino dove, negli ultimi giorni, si sono susseguiti gravi episodi in danno di poliziotti penitenziari i quali, dopo aver scoperto un detenuto a parlare al telefono cellulare, sono stati dallo stesso aggrediti tanto da dover far ricorso alle cure mediche


L'operazione anti-terrorismo islamico con gli arresti operati tra cui l’imam della moschea Dar Assalam di Martinsicuro, nel Teramano, già condannato in via definitiva per associazione con finalità di terrorismo internazionale, è la semplice conferma dell'allarme che, inascoltati, abbiamo lanciato da molto tempo: le carceri sono diventate il luogo privilegiato per il reclutamento di terroristi”


Se non si interviene con immediatezza e con i provvedimenti necessari presto sarà indispensabile una legge speciale per garantire il controllo degli istituti penitenziari dove il cosiddetto regime delle “celle aperte” ha di fatto consegnato le carceri nelle mani dei detenuti”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo commentando quanto accaduto nel carcere Vallette di Torino


Da “solo” - perché il personale di polizia penitenziaria è stato abbandonato al suo destino – e “incatenato” - perché i nostri colleghi svolgono il proprio lavoro in condizioni disumane con le catene della disattenzione, della sottovalutazione, del disinteresse politico- istituzionale – sarò a Catania martedì 3 settembre quale nuova tappa del viaggio del sindacato caratterizzato dallo slogan “la tutela della polizia penitenziaria prima di tutto”.


Noi non ci rassegniamo e vogliamo la verità sulla morte della nostra collega penitenziaria Sissy Trovato Mazza. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo annunciando una manifestazione giovedì 29 agosto a Roma (ore 10) davanti la sede del DAP.
Sono trascorsi oltre due anni da quando Sissy venne ritrovata in ospedale a Venezia


Stamattina è evaso dalla casa circondariale di Poggioreale il detenuto Robert Lisowski, cittadino polacco 32enne, arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli  il 5 dicembre 2018 per omicidio. Il detenuto ha usato una corta di lenzuola per scavalcare il muro di cinta della c.c. mentre si stava recando a messa nella chiesetta dell’istituto, con un centinaio di carcerati tenuti sotto controllo solo da pochi agenti


È di ieri l’altro la notizia che nel carcere del capoluogo partenopeo “Poggioreale” due diverse fazioni di detenuti, circa una quarantina, una di origini campane e una di origini nordafricane, si sono scontrate dando vita ad una violenta rissa per affermare  il potere all’interno del padiglione Milano dove erano reclusi



Ad oltre due anni da quando venne ritrovata in ospedale a Venezia con una ferita alla testa noi continuiamo a chiedere la verità. Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo aggiungendo che è passato più di un anno da quando il Ministero di Grazia e Giustizia annunciò l’impegno ad accelerare le indagini per dare notizie certe e trasparenti


Con l’approvazione del decreto sicurezza bis il Governo dimostra tutta l’incompetenza sul sistema carcerario e sicurezza del nostro paese. Getta la maschera e svela da che parte sta, ossia, con i delinquenti: è non certo dalla parte del personale di Polizia Penitenziaria completamente ignorato come sono state ignorate tutte le nostre richieste per tutelare il lavoro di chi in carcere continua


Anche in occasione del barbaro assassinio del carabiniere Mario Cerciello Rega, 35 anni, originario di Somma Vesuviana e in servizio alla stazione Roma centro di Campo dè Fiori, il Ministro Salvini non ha perso occasione per fare propaganda invocando i “lavori forzati” per il responsabile. Da Ministro della Repubblica dovrebbe  però sapere che senza una normativa di legge non si può continuare a parlare


Quella «squadra speciale di giustizia per la protezione dei bambini» a cui pensa il Ministro Bonafede potrebbe essere un bel titolo per una nuova serie di fiction televisiva ma al di là della trovata fantasiosa, così come è stata annunciata, avrebbe qualche effetto solo nei film. È il commento del segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo che giovedì 25 luglio


Per protestare contro l’“emergenza carceri” - come dimostrano i numerosi episodi di rivolte (Poggioreale), suicidi di detenuti e personale penitenziario, aggressioni tra detenuti e a agenti - il segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo ha tenuto oggi a Roma, davanti la sede del DAP, un sit-in



Una delegazione del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. parteciperà domani alla fiaccolata organizzata da un gruppo di genitori a Bibbiano condividendone e sostenendone gli obiettivi. Lo rende noto il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo annunciando un’iniziativa nella prossima settimana in sala-conferenze della Camera per presentare le proposte di tutela dell’infanzia


Le dichiarazioni del pentito della “Cosa nera”, il ruolo sempre più attivo svolto nei campi profughi in Libia, le continue operazioni della Dia a Palermo, il controllo dello spaccio di droga e della prostituzione intorno alle stazioni ferroviarie più importanti del Paese sono tante tessere che ricostruiscono il mosaico della mafia nigeriana che dopo Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita


Non saranno certamente i 13 nuovi agenti destinati a Poggioreale a risolvere - come dimostrano le continue rivolte, il clima di forte tensione, le proteste dei familiari dei detenuti - la drammatica emergenza di questo carcere tristemente “simbolo” del sistema penitenziario italiano abbandonato al suo destino perché non rientra nel cosiddetto “contratto di programma” alla base di questo governo


Dispiace dover constatare che a fare i “difensori d’ufficio” di Poggioreale siano i sindacati più rappresentativi del personale penitenziario ma, almeno per me, non è una novità: è un’ulteriore testimonianza di un sindacalismo che in questo modo si dimostra fortemente inadeguato ad incidere per un cambiamento del sistema carcerario italiano nell’interesse dei poliziotti penitenziari


È ripreso oggi con tappa al carcere di Foggia il tour della campagna “Noi le vittime, loro i carnefici” promossa dal S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) che mercoledì 17 luglio vedrà una nuova tappa dinanzi al carcere di Napoli Poggioreale. A Foggia Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato Penitenziari, ha spiegato ai giornalisti le motivazioni della scelta di lanciare una mobilitazione


Il segretario nazionale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo, non usa mezzi termini circa la situazione del sistema carcerario italiano e soprattutto in Calabria e Campania: “in 20 anni questo è il peggior momento che io ricordi. Lo Stato ha perso il controllo”. Quanto accaduto negli ultimi tempi a, con l’arresto di due agenti penitenziari che avrebbero favorito i detenuti


Ma in questo Paese che si divide, come per gli ultras di calcio, tra giustizialisti e buonisti c’è qualcuno che finisce in galera?”. È l’interrogativo del segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo di fronte ai troppi casi – dagli imputati coinvolti nell’inchiesta “Angeli e Demoni” di Reggio Emilia, alle maestre filmate in episodi di violenza a bambini, al titolare di tabaccheria


Se ha più spazio nei media italiani l’evasione del boss della ‘ndrangheta dal carcere di Montevideo rispetto a quella del detenuto albanese, anch’egli trafficante di droga, dal carcere di Trapani, è sicuramente perché da noi le evasioni sonoall’ordine del giorno e non fanno più notizia. Ad affermalo è Aldo Di Giacomo segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP.


L’operazione che  ha  portato  all'arresto  in  tutta   Italia   di   oltre 100   esponenti della cosiddetta Alleanza di Secondigliano è destinata ad avere ripercussioni pesanti che, pertanto, non sono affatto da sottovalutare, “dentro” le carceri prima di tutto campane e “fuori”. A sostenerlo è il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo che spiega


Quando abbiamo lanciato, insieme ad associazioni ed organismi della società civile, la campagna “Noi le vittime, loro i carnefici” per fare chiarezza sulla grande confusione che regna nelle carceri e fuori tra chi subisce violenze e chi li commette, non avremmo mai potuto nemmeno lontanamente immaginare che ci saremmo trovati di fronte all’inchiesta, “Angeli e Demoni”, che a Reggio Emilia ha portato alla luce


L’incendio appiccato nel carcere di Rieti con gli atti di violenza compiuti da un detenuto egiziano e l’aggressione subita da un agente penitenziario a Reggio Calabria che un detenuto ha tentato di strangolare, in poche ore e a pochi giorni dalla violenta rivolta a Poggioreale, sono la spia delle tensioni che la stagione estiva amplifica a causa dei problemi strutturali che il caldo


Per noi che lo denunciamo da almeno due anni con iniziative di protesta e di mobilitazione popolare in tutto il Paese – come attraverso la campagna “noi le vittime, loro i carnefici” – l’affermazione del procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, secondo cui i detenuti 'ndranghetisti controllano il carcere di Cosenza, non è affatto una sorpresa. Lo afferma il segretario generale Aldo Di Giacomo


Con un atteggiamento a metà strada tra il buonismo e l’ingenuità non si risolvono i gravissimi problemi del carcere di Poggioreale a Napoli come quelli degli altri istituti penitenziari italiani. Anzi si aggravano”. E’ il commento di Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria), alla visita al carcere napoletano da parte del Capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria


Meglio ipotizzare la predisposizione, nelle carceri, di stanze dell'affettività o "camere dell'amore" dove il detenuto possa soggiornare con la moglie o con compagna per ore senza il controllo visivo del personale di custodia previsto dall'art. 18 dell'ordinamento penitenziario come pensava il precedente Ministro Orlando, piuttosto che il diffuso ricorso all’autorizzazione alla detenzione nella stessa


Quando si dimetteranno tutti i segretari dei Sindacati Penitenziari, per l’80% sindacalisti- pensionati, riconoscendo l’inadeguatezza e l’incapacità ad incidere per un cambiamento del sistema carcerario italiano?”. E’ l’interrogativo del segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo secondo il quale “le solite lamentele per quanto accade quotidianamente negli istituti di pena


È il caso di dire che siamo di fronte alla classica “scoperta dell’acqua calda”. Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. commenta così il ritrovamento di 13 telefoni cellulari all’interno del carcere Baldenich di Belluno. “Farà pure impressione nell’opinione pubblico l’alto numero sequestrato in una sola operazione ma è da anni  che denunciamo


I numeri gettati in pasto all’opinione pubblica dal Ministro dell’Interno Salvini - a Napoli e provincia ci sarebbero 12mila condannati che, a causa di carenza di personale nei tribunali, non sono in carcere – ci preoccupano per due motivi principali: se finissero tutti in cella e, con le note difficoltà di tutti gli uffici giudiziari campani potrebbero essere sicuramente molti di più


L’agguato all’interno dell’ospedale di Napoli conferma da una parte che, nonostante i proclami rassicuranti del Ministro dell’Interno Salvini, i reati sono tutt’altro che in calo e sull’intero territorio nazionale e dall’altro il fenomeno che abbiamo più volte denunciato del ricambio di manovalanza criminale con giovani e giovanissimi che sono i protagonisti di efferati omicidi


Qualcosa non ha funzionato. Il detenuto Amadou Coulibally, 20 anni, ha scavalcato il muro di cinta del carcere di Cosenza con la rapidità e l’agilità d’un puma beffando tutti i servizi di sorveglianza. Nessuno è riuscito a fermarlo e l’allarme è scattato quando era ormai in fuga verso il centro storico della città. La magistratura inquirente, guidata da Mario Spagnuolo, vuol capire se vi siano responsabilità


L’operazione antidroga della Polizia di Stato a Campobasso, se ci fosse bisogno, dà ulteriore forza alla denuncia che abbiamo rinnovato solo qualche giorno fa in conferenza stampa: dal carcere di Campobasso, come del resto accade in tutti gli altri, gli uomini dei clan continuano ad impartire ordini nei traffici di stupefacenti e nelle attività criminali”. A sostenerlo è il segretario generale del Sindacato


Dopo l’allarme lanciato nelle scorse settimane sull’inspiegabile blocco del progetto per la costruzione della Casa Circondariale di Bicocca-Catania (che ha un finanziamento di 27 milioni di euro che si rischia di perdere), il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo lunedì 13 e martedì 14 maggio sarà a Catania per alcune iniziative


Nell’operazione di Palermo contro le bande che hanno truffato assicurazioni con falsi incidenti, un ruolo importante è stato svolto dal personale di polizia penitenziaria che ha dato un contributo decisivo a conferma di quanto sosteniamo da sempre: la lotta alla criminalità si combatte anche nelle carceri. È il commento di Aldo Di Giacomo



Da oggi partono i tre giorni di sciopero organizzati dai penalisti campani per evidenziare la grave situazione di sovraffollamento delle carceri della Campania. Questa criticità riguarda oramai tutti gli istituti penitenziari italiani; siamo ritornati al di sopra di 60 mila detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 43 mila, con una presenza costante di stranieri pari a 1/3 (20.434)


La notte di terrore vissuta nell’ospedale di Terni, dove due detenuti hanno aggredito un’infermiera, due agenti di polizia penitenziaria e una ragazza, nel tentativo di fuga, dovrebbe convincere l’Amministrazione Penitenziaria a non sottovalutare ulteriormente i problemi della sicurezza dentro e fuori le nostre carceri. A sostenerlo è il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria


La nuova operazione antimafia di oggi a Palermo con l’arresto di 32 persone, al di là della legittima soddisfazione per magistrati, forze dell’ordine e cittadini, pone due problemi da non sottovalutare: in carcere i nuovi arrivi non saranno certamente “inattivi”; a rimpiazzarli sui territori di criminalità saranno arruolati nuovi giovanissimi come è già accaduto negli ultimi tempi


È vergognoso trovare nel carcere di Campobasso un detenuto psichiatrico, costretto all’uso del pannolone e in condizioni di assoluto e costante bisogno di assistenza specialistica, in condizioni igieniche con confortanti, in una cella che non dovrebbe vederlo lì. Purtroppo è solo uno dei tanti reclusi psichiatrici che si trovano nelle carceri italiane dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici


Con la manifestazione che abbiamo tenuto oggi a Piacenza davanti al carcere dove è rinchiuso Angelo Peveri, l’imprenditore vicentino condannato insieme al suo collaboratore Gheorge Botezatu per aver sparato ai ladri entrati nella sua fabbrica, intendiamo sollecitare la Camera che si appresta a votare la riforma della legittima difesa a tenere conto della nostra proposta di legge



Il filmato diffuso in queste ore è parziale e non ricostruisce esattamente quanto è accaduto a Campobasso: il detenuto che ha tentato la fuga ha aggredito l'agente penitenziario colpendolo ripetutamente con una stampella. Le immagini, invece, mostrano solo la parte finale e la reazione che è venuta dopo la fuga




Perché il “super Salvini”, indossando una delle sue divise di Polizia preferite, non “vola” alla stazione ferroviaria di Milano e interviene a far tornare la legalità?”. È l’interrogativo “provocatorio” del segretario del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo da mesi impegnato nella campagna “noi le vittime loro i carnefici” sulla sicurezza dentro e fuori gli istituti penitenziari

Sarà pure una “storia limite” quella del detenuto del carcere di Poggioreale, a Napoli, che ha ingoiato un telefonino cellulare e lo ha conservato nello stomaco per circa un mese, ma invece la storia dell’alto numero di telefonini che il personale di Polizia Penitenziaria trova nelle celle è tutt’altro che eccezionale. Lo riferisce Il segretario generale del S.PP.



Ad aggravare il comportamento del Ministro-regista-attore Bonafede nel suo video-spot sulla cattura di Battisti non c’è solo l’esposto annunciato dalle Camere Penali di Roma e la valanga di polemiche che ha provocato ma un elemento che, per noi che ci occupiamo innanzitutto della tutela del personale di Polizia Penitenziaria, è senza precedenti




L’arresto del terrorista Cesare Battisti è una buona notizia per tutti i familiari delle vittime e per tutto il personale di Polizia Penitenziaria che non ha mai dimenticato il maresciallo Antonio Santoro, barbaramente ucciso nel 1978. Il maresciallo rappresenta il simbolo più alto di dedizione allo Stato, pagata direttamente con la vita, e al tempo stesso il sacrificio di tanti uomini e donne



Se basta un difetto di notifica della citazione a giudizio per rimettere in libertà uno dei principali narcotrafficanti internazionali, considerato “anello di congiunzione” tra il Sudamerica e l’Europa, vuole dire che il sistema giudiziario italiano è arrivato ad un punto di non ritorno. Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo




Mentre un narcotrafficante fa l’attore a Napoli con la divisa della Polizia Penitenziaria non sarebbe mai successo che ad interpretare il Maresciallo Rocca dei Carabinieri fosse stato scelto nemmeno un ladruncolo qualsiasi. Abbiamo toccato il fondo a testimonianza che il nostro Corpo, per effetto di scelte politiche e provvedimenti del DAP e del Ministro della Giustizia, è considerato di serie “Z”



Ma che Stato è questo che presenta il conto alla famiglia del boss Totò Riina per la sua detenzione, solo ed esclusivamente come atto plateale proprio come il continuo cambio di divisa delle forze di polizia da parte del Ministro dell’Interno, e poi dimentica la situazione reale che vive quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria?



L’ennesimo caso di violenza su una donna che continua a sconvolgere profondamente l’opinione pubblica, che ha visto una donna srilankese vittima del suo uomo che l’ha tenuta al guinzaglio per le strade di Napoli, è la classica goccia che fa traboccare il vaso della rabbia: siamo di fronte ancora una volta alla “incertezza” della pena



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