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ATTIVITA
ATTIVITA SINDACALI 2020

INCONTRI ED ATTIVITA MESSE IN ATTO DALLA SEGRETERIA GENERALE



DRPC Sicilia
Ufficio del Soggetto attuatore ex OCDPC 630/2020

Alla Segreteria del Sindacato Polizia Penitenziaria

Oggetto: Segnalazione criticità Istituti penitenziari della Regione Siciliana.

Con riferimento alla nota segnata a margine, si rappresenta che l'Ufficio scrivente, nell'ambito delle difficoltà derivanti dall'emergenza in atto e dalla disponibilità di DPI, si sta adoperando con il massimo impegno e con il massimo rispetto per garantire la sicurezza di tutti gli operatori impegnati nell'attività di contrasto al la diffusione del COVID-19.



In una telefonata ed in una successiva lettera al Ministro della Salute Roberto Speranza, il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo ha chiesto che il personale penitenziario che è entrato in contatto con persone contagiate o a rischio contagio sia sottoposto al tampone per verifica e sicurezza personale e delle famiglie. Sappiamo bene che allo stato attuale è impossibile



Nel carcere di Verona la situazione del contagio da coronavirus è gravissima: ci risultano una quindicina di agenti penitenziari positivi ed altrettanti in quarantena. Siamo di fronte ad un autentico focolaio di contagio che come tale va affrontato con misure straordinarie, prima fra tutte la tamponizzazione a tutto il personale penitenziario




Il Ministro dell'Interno Lamorgese ha raccolto il nostro allarme su quello che potrebbe accadere nelle carceri in questa nuova settimana. Lo prova la nota del Capo della Polizia Gabrielli che riprende la nostra pressante segnalazione, estesa a tutti i Prefetti e allo stesso Ministro, sul rischio di nuove rivolte nelle carceri italiane. Il banco di prova avverrà domani lunedì 23



Il clima di grave tensione che si è accentuato nel carcere delle Vallette di Torino, dopo la notizia dell’accertamento di un agente della polizia penitenziaria positivo al coronavirus, è solo la punta dell’iceberg di una situazione esplosiva e al tempo stesso un’avvisaglia da non sottovalutare per quello che potrebbe succedere da un momento all’altro in tutti i 13 istituti penitenziari piemontesi



La Polizia Penitenziaria è stremata. Non ce la fa più. Solo in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna dove i turni di lavoro sono anche di 20 ore consecutive, i colleghi contagiati, ad oggi, sono 30 (una cinquantina in tutta Italia) e oltre una decina i detenuti positivi. Siamo senza mascherine e dove sono disponibili alcuni direttori impediscono di usarle per non creare allarmismo”. La denuncia parte Aldo Di Giacomo



Occorre precisare subito che non si tratta di una nuova norma, ma di una già esistente ossia la legge 199 del 2010 detta legge Alfano, la quale prevede la possibilità per i detenuti che dovrebbero restare ancora in carcere per un massimo di 18 mesi di scontare la pena a casa. Con esclusione dei detenuti condannati per reati particolarmente gravi - come quelli di  mafia, terrorismo, violenza sessuale



llustrissimo Sig. Presidente,
ci spiace scomodarLa in questi giorni in cui il nostro amato Paese vive una drammatica emergenza di carattere sanitario, se lo facciamo è solo per chiederLe aiuto. Come in oggetto citato, esimio Presidente, migliaia di Poliziotti Penitenziari che prestano servizio nelle 200 carceri del Paese, al momento non vedono garantito il proprio diritto



Nonostante l'Amministrazione Penitenziaria – siamo certi - sia convinta dell'altissimo rischio di nuove rivolte all’interno delle carceri, nessun provvedimento concreto è stato presso. L’inserimento di 1000 agenti senza nessuna esperienza sicuramente metterà ancora di più il personale esperto in sofferenza il quale dovrà badare anche alla formazione degli stessi ed evitare



Nelle mani dei magistrati ci sono circa diecimila detenuti per i quali, per la nota situazione dell'emergenza sanitaria da coronavirus ed all'interno di un quadro giuridico già normato e certo, ci sono alcune condizioni di sospensione pena che i tribunali di sorveglianza ed il magistrato potrebbero portare fuori dal carcere secondo una “proposta” di provvedimento di natura



In queste ore si parla tanto di provvedimenti deflattivi per alleggerire il numero di detenuti, anche in considerazione di imminenti ristrutturazioni, dopo le devastazioni con danni di 35milioni di euro, dalle prime notizie il governo intende dare spazio ad un indulto mascherato concedendo gli arresti domiciliari a che ha pena residua non superiore a due anni. Provvedimento di carattere ideologico



Le rivolte nelle carceri come la grave situazione di proteste, per nulla finite, che hanno prodotto sinora 12 morti tra i detenuti, una sessantina di feriti tra il personale penitenziario e alcune decine di milioni di euro di danni alle strutture, sono solo un “assaggio” di quanto potrebbe accadere a breve se non si applicano le misure eccezionali che rivendichiamo




Se c'è qualcuno a cui chiedere le dimissioni, per tutto quello che è accaduto con le violente e ripetute rivolte nelle carceri, accrescendo negli italiani la fiducia nello Stato e acuendo il senso di insicurezza, è il Ministro Bonafede che ha dimostrato di essere affetto dal virus della incapacità”.
Lo sostiene il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo



Mentre il bilancio degli agenti penitenziari feriti nelle rivolte dei detenuti cresce di ora in ora, superando il numero di 50, come cresce la stima dei danni provocati agli istituti da incendi e devastamenti, le immagini della folla questa mattina a Napoli davanti al carcere di Poggioreale, dove si sono ammassati decine di familiari, per consegnare pacchi ai detenuti, dovrebbero far vergognare chi continua



Le rivolte di detenuti nelle carceri lucane e che si stanno purtroppo moltiplicando di ora in ora in tutto il Paese come conseguenza diretta dell’ “allarme coronavirus” segnano un punto di non ritorno per la crisi del sistema carcerario. E’ comunque il tempo dell’unità e della responsabilità”. Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo, riferendo che il sindacato ha istituito un centralino telefonico h24



Il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo, in una lettera inviata ai Ministri Grazia e Giustizia (Bonafede) e Salute (Speranza), al DAP, ai Prefetti dei capoluoghi di provincia ha chiesto la convocazione urgente di un “tavolo sicurezza” che esamini la proposta di istituzione di una task force, formata da rappresentanti di tutte le forze dell'ordine e militari, per affrontare la situazione carceri



Con lettere inviate al Prefetto di Napoli Marco Valentini e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo ha chiesto per gli istituti di Napoli Poggioreale e Secondigliano l'immediata sospensione dei colloqui detenuti-familiari e la più rigorosa attuazione delle norme di prevenzione alla diffusione del coronavirus



La sospensione dei colloqui tra detenuti e familiari nelle carceri lombarde, venete ed emiliane raccoglie la nostra pressante richiesta improntata sul principio di “eccesso di precauzione”. Adesso bisogna estenderlo a tutti gli istituti penitenziari”. Lo evidenzia il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo che aggiunge: “Come abbiamo suggerito ai detenuti è consentito parlare  via Skype



Non è più tempo di spiegare gli effetti che avrebbe il propagarsi del coronavirus all’interno degli istituti penitenziari, ma è ora di agire immediatamente, ascoltando gli scienziati, chiudendo gli stessi, in particolare quelli lombardi, verso l’esterno evitando l’accesso dei familiari ai colloqui e di tutte quelle persone il cui ingresso non è indispensabile




Il caso dell'agente di Polizia a Roma risultato positivo al Coronavirus, a cui ha fatto seguito il caso di due giovani allievi Vigili del Fuoco, conferma che gli uomini e le donne in divisa, appartenenti a tutti i Corpi delle forze dell'ordine, sono tra i più esposti al rischio contagio. Per questo, attraverso una lettera inviata al Ministro della Salute Speranza ed al Ministro della Giustizia Bonafede, ho chiesto



Questa volta è toccato al carcere di Milano Bollate, l’istituto “modello” del panorama nazionale.
Due agenti di polizia penitenziaria, in servizio presso il Reparto Infermeria, nella giornata di ieri sono stati brutalmente aggrediti da un detenuto di etnia rom, riportando prognosi rispettivamente di 5 e 7 giorni.
A darne notizia è il Segretario Nazionale Dott. Vincenzo Gagliardi



I nove righi del Dpcm in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID- 19 dedicati alla complessa situazione degli istituti penitenziari del Paese sono la conferma che non c'è alcuna consapevolezza su cosa potrebbe accadere se ci fosse un solo caso positivo in un solo carcere”. È il commento del segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo che sta compiendo un tour



Ieri è accaduto nel carcere di Piacenza, due giorni fa in quello di Trento e quattro giorni fa a Perugia: in due mesi sono già una sessantina gli agenti penitenziari aggrediti e nel 2019 (lo dice il Garante Nazionale dei Detenuti) circa 800, ma in realtà sono molto di più. Siamo stanchi di tenere i conteggi e di assistere impotenti agli attacchi agli uomini e alle donne in divisa considerati “carne da macello”



Per noi sarebbe facile dire che avevamo messo in guardia tutte le autorità istituzionali nazionali e regionali del sistema carcerario e sanitario. Ma per responsabilità non ci limitiamo alla denuncia e rilanciamo la proposta anche perché di fronte  all' “emergenza coronavirus” siamo in presenza di un segnale chiaro da interpretare sulle reali condizioni di salute che si registrano negli istituti penitenziari



La realizzazione di una tendostruttura al carcere Poggioreale-Napoli, destinata in primo luogo ai nuovi ingressi e quindi per i detenuti da tenere in osservazione, è un primo passo importante in direzione del piano di misure di emergenza per la prevenzione alla diffusione del coronavirus che abbiamo sollecitato negli ultimi giorni a tutela della salute del personale penitenziario e dei detenuti



Le 20 tensostrutture destinate agli istituti penitenziari della Lombardia insieme a quelle della Campania sono un primo passo importante in direzione del piano di misure di emergenza per la prevenzione alla diffusione del coronavirus che stiamo sollecitando da settimane a tutela della salute del personale penitenziario, delle loro famiglie e dei detenuti



In Lombardia con ci sono solo la “zona rossa” e la “zona gialla”, le scuole, i musei, i cinema, i locali che la Regione vuole che restino chiusi per altri 7 giorni per fronteggiare la diffusione del coronavirus. C'è anche la “zona carcere”, ci sono19 istituti penitenziari (compresa la sezione femminile di Milano San Vittore) vale a dire circa 9 mila detenuti, il maggior numero della popolazione carceraria



Con la nostra tenace pressione siamo riusciti a far scattare nelle prime carceri del centro-nord alcune misure per prevenire il coronavirus tra le quali il blocco dei colloqui dei detenuti. Adesso è necessario estendere le misure d'emergenza anche nelle carceri del Sud senza perdere ulteriore tempo”. Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo



Ascoltateci e dimostrate un briciolo di buon senso altrimenti vi riterremo tutti responsabili di quanto potrà accedere per il coronavirus nelle carceri”. È l'appello appassionato che il Segretario Generale del S.PP. Aldo Di Giacomo lancia ai Ministri della Salute Speranza e della Giustizia Bonafede, ai Provveditorati Regionali dell'Amministrazione Penitenziaria



E' del tutto incomprensibile ed ingiustificabile la disparità di misure adottate per fronteggiare il coronavirus in particolare in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna rispetto alle blande disposizioni adottate per gli istituti penitenziari di quelle stesse regioni. L'esonero dal servizio per tutti gli operatori penitenziari residenti o comunque dimoranti in alcuni Comuni considerati a rischio



La situazione del coronavirus in Lombardia e in Veneto richiede le stesse misure di emergenza e prevenzione che sono state decise dal Ministero della Salute, Regioni e Comuni anche per le carceri delle due regioni. È prioritario ed urgente bloccare ogni attività di contatto esterno nei 19 istituti penitenziari lombardi dove sono reclusi circa 9 mila detenuti



Come se non bastassero i turni di lavoro massacranti in carcere, in condizioni sempre più difficili, persino a rischio della propria incolumità, il personale di Polizia Penitenziaria sarà fortemente penalizzato dal cuneo fiscale 2020 al punto da rimetterci, in un anno, sino a 1.300,00 euro. Il bonus cuneo fiscale sarà riconosciuto ai lavoratori con redditi sino a 28.000,00 euro



Dopo la denuncia da parte dell’attivista dei radicali italiani Emilio Quintieri, riportata anche su Il Dubbio di martedì, il Garante nazionale delle persone private della libertà sta acquisendo informazioni in merito a un episodio di presunta violenza avvenuto nella Casa circondariale di Udine. La Procura friulana ha prontamente aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di violenza sessuale



Due detenuti su tre sono malati, tra i 25 mila e i 35 mila sono affetti da Epatite C, in aumento Hiv positivi (6.500) e tubercolosi, almeno un migliaio i detenuti con problemi mentali nelle celle di istituti normali e 1200 in istituti specifici. Sono questi in sintesi i dati del dossier che il Sindacato Polizia Penitenziaria ha consegnato oggi nell'incontro al Ministero della Salute dedicato ai problemi



Il caso dello stupro nel carcere di Udine di un detenuto con problemi mentali ad opera di altri detenuti dovrebbe riaccendere l'attenzione su un problema che abbiamo sollevato da troppo tempo sempre inascoltati: solo l'1 per cento delle violenze sessuali in cella viene denunciato, con i più deboli costretti a pagare l'assenza di misure di tutela personale



Consentire il sesso in carcere con le “celle dell'amore” come vorrebbe la proposta di legge approdata dalla Toscana in Parlamento è il più clamoroso caso di mancato rispetto delle vittime e dei familiari anche di reati sessuali, purtroppo in forte crescita come testimoniano i femminicidi”. E’ quanto sostiene Aldo Di Giacomo sottolineando che agli agenti non solo si vorrebbe assegnare il ruolo



La Segreteria Generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria dopo le “tappe” in Campania (Napoli-Poggioreale), Puglia (Foggia), Molise, Calabria e Sicilia, ha deciso di intensificare il tour avviato dal segretario Aldo Di Giacomo per la tutela del personale penitenziario e dei cittadini.
In queste settimane gli incontri con l'Amministrazione Penitenziaria, parlamentar



Basteranno poche ore dal giorno di terrore nel carcere di Parma ad opera di un detenuto marocchino che ha messo a serio rischio la vita di numerose persone, tra cui quelle degli agenti della polizia penitenziaria (di cui uno ha riportato trauma cranico) intervenuti per bloccare il nordafricano, perché tutti – politici per primi – dimenticheranno la nostra denuncia datata di anni



Adesso i catanesi, i siciliani sanno finalmente perchè il progetto per la costruzione del nuovo carcere Bicocca a Catania è stato definitivamente affossato: con l'operazione “Liberi tutti” è ormai chiaro il disegno per far uscire dalle celle almeno 20 mila detenuti. Quindi non serviranno nuove carceri né in Sicilia né altrove”




Almeno 10 kg di droga al giorno si spaccia e si consuma nelle carceri di tutto il Paese”.
L'allarme parte da Aldo Di Giacomo per il quale “l'operazione nel carcere di Taranto con la “scoperta dell'acqua calda”, vale a dire che gli uomini dei clan si servono di telefonini per il più comodo spaccio di droga dentro e fuori il carcere e per ordini agli uomini sui territori, è solo la punta dell'iceberg



Il Garante nazionale dei detenuti, di solito sempre pronto ad intervenire su tutto, questa volta continua ad ignorare la drammatica situazione che si registra nel carcere di Campobasso, dove sono negati i diritti elementari di tutela della salute dei detenuti, innanzitutto a causa della carenza di personale medico ed infermieristico. Al terzo giorno di legittime poteste degli stessi detenuti



Tra la tesi della presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia - “il carcere non è sempre la pena più adeguata” - e quella del Garante dei detenuti, Mauro Palma, secondo cui il sovraffollamento degli istituti di pena si risolverebbe solo con le cosiddette misure alternative alla carcerazione, sino ad abolire o comunque rendere “più comodo” il 41 bis, la corte Europea



Il reddito di cittadinanza concesso ed incassato da detenuti ed appartenenti a famiglie della ‘ndrangheta nella Locride, come emerso dall'indagine di Procura della Repubblica e Guardia di Finanza, è l'ultimo e più sonoro schiaffo ai cittadini e ai servitori dello Stato come agenti penitenziari e forze dell'ordine nuovamente sbeffeggiati”. È il commento del segretario



La caccia all'uomo in divisa”, che negli ultimi giorni sembra intensificata con tanti casi in tutt'Italia, comincia dal carcere, perché se le continue aggressioni, accompagnate da azioni di delegittimazione, a cui sono sottoposti gli agenti penitenziari sono tollerate questo diventa un messaggio di incoraggiamento per fare altrettanto fuori dal carcere



Continua incessante l’attività di osservazione da parte della Polizia Penitenziaria all’interno del Carcere di Foggia, dimostrando ancora una volta equilibrio operativo tra sicurezza e rispetto della dignità umana delle persone ristrette. Nella giornata di venerdì sono stati rinvenuti altri cinque telefonini dai poliziotti del locale Carcere di Foggia


Ci aspettiamo che ci sia solo il morto, tra il personale penitenziario, per scuotere la classe politica che rispetto ai quotidiani e vergognosi fatti che accadono a Poggioreale continua a nascondere la testa sotto la sabbia”: è il commento di Aldo Di Giacomo, dopo l'aggressione con strangolamento nel carcere napoletano di un agente che solo grazie al pronto intervento di colleghi si è salvato.


Ha fatto bene iI Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Francesco Basentini ad invitare i direttori degli istituti penitenziari ad elevare il livello di allerta e di sensibilità nei confronti di un possibile innalzamento della minaccia terroristica. Noi lo abbiamo denunciato da tempo: le celle sono un formidabile strumento strategico di reclutamentosfruttato


Quando in più occasioni abbiamo denunciato che la confusione diffusissima nel sistema giudiziario del Paese tra vittime e carnefici fa brutti scherzi non avremmo mai e poi mai immaginato di dover commentare il provvedimento assunto, al di là di ogni più fantasiosa immaginazione, di intesa tra Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria campana e la Procura

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