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23 settembre 2021 Aldo Di Giacomo: focolaio covid carcere Bari, ennesimo campanello d’allarme di gestione inadeguata. Pericolo contagio

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Il focolaio Covid-19 nel carcere di Bari, con il numero di detenuti infetti che aumenta di ora in ora e in attesa dello screening allargato al personale di polizia penitenziaria, è l’ennesimo campanello d’allarme di una gestione del pericolo contagio nelle carceri che è a dir poco inadeguata. A parte la campagna vaccinale che procede a “macchia di leopardo” con istituti più avanti rispetto ad altri e che per gli agenti è affidata al senso di responsabile del singolo, si è abbassata la guardia persino sulle misure minime di prevenzione”.
Lo afferma il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo per il quale: “se qualcuno ha pensato che fosse sufficiente il decreto Green Pass del Governo deve ricredersi perché come dimostra Bari la sicurezza di detenuti ed agenti si garantisce con tutta una serie di strumenti e comportamenti. È da mesi – aggiunge – che denunciamo che sinora familiari ed avvocati sono stati ammessi ai colloqui senza la presentazione del Green Pass, come se bastasse una vetrata a non far diffondere il virus nonostante la frequentazione degli stessi in locali del carcere insieme al personale.
L’S.PP. è comunque impegnato a ristabilire la verità sul numero di personale non ancora vaccinato. Non corrisponde al vero la notizia irresponsabilmente diffusa che sarebbero 13mila, vale a dire uno su tre, gli agenti non ancora vaccinati. Secondo nostri monitoraggi sarebbero non più di 3mila. Pertanto invitiamo a fare attenzione e a non creare solo allarmismo sottovalutando che è stato proprio il clima di allarmismo ad innescare le numerose rivolte dei detenuti nella primavera 2020.
Noi – evidenzia Di Giacomo – ci siamo da sempre espressi a favore dell’obbligo vaccinale per una categoria, al pari delle altre delle forze dell’ordine, di quelle sanitarie e di lavoratori a contatto con il pubblico, che necessitano di tutela personale e delle proprie famiglie oltre che a garantire la tutela degli altri, nel nostro caso detenuti, familiari ed avvocati dei detenuti. Siamo pertanto in attesa di una circolare esplicativa sull’uso del Green Pass nelle carceri oltre che di misure specifiche da parte del Governo”.



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