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9 gennaio 2019. Aldo Di Giacomo: gli Agenti di Polizia Penitenziaria rifiutano di fare le comparse di films del Dap e del Ministro alla giustizia

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
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“Mentre un narcotrafficante fa l’attore a Napoli con la divisa della Polizia Penitenziaria non sarebbe mai successo che ad interpretare il Maresciallo Rocca dei Carabinieri fosse stato scelto nemmeno un ladruncolo qualsiasi. Abbiamo toccato il fondo a testimonianza che il nostro Corpo, per effetto di scelte politiche e provvedimenti del DAP e del Ministro della Giustizia, è considerato di serie “Z”. È il commento del segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo annunciando che da domani, dalle carceri di Abruzzo e Molise, prenderà il via una mobilitazione del sindacato senza precedenti con un tour e sit-in davanti ai principali istituti di pena del Paese. “Ci fa semplicemente sorridere il tentativo di recuperare credibilità messo in atto dal Ministro Bonafede che – aggiunge – si limita a dire che il Ministero “non fa casting in carcere”. Ci mancherebbe solo questo! Dopo aver concesso di tutto e di più ai detenuti, pensando persino alle “celle dell’amore”, al punto che solo nel 2017 è di 337 il numero totale di cellulari e sim ritrovati nei 190 istituti italiani, quasi due per ogni carcere, con un aumento del 58,22 per cento rispetto all’anno precedente. Per non dimenticare i quantitativi di droga rivenuta con le perquisizioni nelle celle e di ogni genere di prodotti alimentari e non, oltre ad armi contundenti. Rispetto a questa situazione che vede gli agenti di Polizia Penitenziaria (quelli autentici) fare le comparse e i detenuti gli attori noi diciamo basta e chiamiamo i colleghi alla mobilitazione per rifiutare – dice ancora Di Giacomo – il ruolo di vittima di detenuti-carnefici. Il “belare” del Ministro Bonafede, perché di questo si tratta – continua il segretario del S.PP. – provoca un sussulto di dignità che dobbiamo anche per la memoria di tanti colleghi che si sono tolti la vita non reggendo lo stress di condizioni di lavoro e di vita di gran lunga peggiori dei carcerati. Siamo convinti che a furia di dire bugie e di fare promesse, solo perché il carcere  non  rientra nel  cosiddetto  “contratto di  programma”  tra Lega  e  Movimento 5  stelle  e pertanto è considerato “area di nessuno”, questi atteggiamenti si ritorceranno come un boomerang contro chi li pratica nel disprezzo dell’impegno, del sacrificio di migliaia di lavoratori in divisa (vera)”.



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