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23 ottobre 2018. Aldo Di Giacomo: non sottovalutare ancora la “Mafia Nigeriana”

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

I segnali ci sono tutti nelle periferie urbane come in tanti traffici illeciti e sono sempre più allarmanti: a contendersi con i cinesi il titolo di “quinta mafia” sono i nigeriani. Una situazione che, nonostante l’aumento di detenuti di nazionalità nigeriana nelle carceri italiane, nel giro di pochi anni, per oltre il 65%, continua ad essere fortemente sottovalutata. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) riferendo che i detenuti nigeriani nelle nostre celle sono solo una piccolissima parte delle migliaia affiliate ai cosiddetti “cult”, i gruppi criminali provenienti dalla Nigeria che dalle metropoli del Nord e da Roma hanno invaso città medio grandi del Sud. Nel 2017, secondo dati più recenti, su 12.387 reati firmati dalla criminalità nigeriana (un quinto di quelli commessi da tutti gli stranieri da noi), 8.594 avvengono al Nord, 1.675 al Centro,
1.434 al Sud, 684 nelle Isole.
Non ci interessa fare classifiche tra le varie organizzazioni della criminalità organizzate italiane e straniere operanti nel nostro Paese quanto piuttosto – continua il segretario del S.PP. – mettere in guardia contro il fenomeno di affiliazione che avviene nelle carceri ad opera di nigeriani giovanissimi e autori di reati minori secondo i meccanismi collaudati dai capimafia. La cella diventa il luogo preferito per “formare” nuovi criminali sempre più spietati come testimoniano tante aggressioni a persone anziane e violenze sessuali contro donne italiane. E come riferiscono le cronache dei giornali i criminali nigeriani hanno imparato a muoversi strategicamente sino a scendere a patti con le cosche mafiose autoctone per i mercati della droga e della prostituzione di cui, grazie all’alto numero di ragazze continuamente introdotte illegalmente in Italia e tenute in schiavitù, realizzato i più alti profitti illeciti da reinvestire per gli altri affari.
È il clima buonista dell’accoglienza – conclude Di Giacomo – a favorire la ramificazione di nigeriani nelle nostre città, un clima che non può essere ulteriormente tollerato. Aldo Di Giacomo



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