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12 novembre 2021 Aldo Di Giacomo: solo per congedo e ferie arretrate il 2021 si chiuderà con 4 milioni 600 mila ore complessive maturate e non godute dal personale penitenziario e che non potranno essere smaltite

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

 
“Il personale penitenziario è allo stremo. Solo per congedo e ferie arretrate il 2021 si chiuderà con 4 milioni 600 mila ore complessive maturate e non godute da parte dei circa 35mila agenti-personale operativi che non potranno assolutamente essere smaltite”. È quanto denuncia il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo per il quale “non si possono aspettare tempi e procedure dell’espletamento dei concorsi per nuove assunzioni predisposte dal Ministero. Si tenga conto che dal primo gennaio del nuovo anno ogni agente penitenziario maturerà altri 42 giorni di congedo e ferie che non riuscirà a fare e che quindi il monte ore e giornate accumulate è destinato quanto meno a raddoppiare. In questo quadro le condizioni di lavoro accrescono lo stress e le malattie professionali acuendo ancora di più la situazione perché con personale in malattia chi è in sevizio sarà costretto a saltare il turno di riposo.
 
Quanto al piano assunzioni, dai provvedimenti adottati sinora aggiunge Di Giacomo non possiamo che aspettarci il semplice turn over dei pensionamenti mentre al 2023 l’organico complessivo crescerà di sole mille unità a fronte delle oltre settemila necessarie. Una situazione – evidenzia il segretario del Sindacato Penitenziari – che denota tutta la disattenzione della politica sempre pronta invece ad indignarsi di fronte ad episodi che coinvolge il personale ed ancora di più a preoccuparsi delle condizioni dei detenuti.
 
È bene che i cittadini si rendano conto delle condizioni di pesante stress del personale penitenziario e che nelle carceri non sono reclusi vittime o angeli, ci sono autori di crimini efferati per i quali da tempo invece si sostengono la clemenza e provvedimenti di indulto. Un lavoro molto delicato che richiede grande impegno, attenzione e professionalità. Noi non ci stiamo a mettere sullo stesso piano i servitori dello Stato e i criminali che pretendono il controllo del carcere e sono un costante pericolo dell’ordine pubblico e la minaccia per la libera convivenza dei cittadini. È ora che ci si occupi seriamente dei problemi del sistema penitenziario senza illudersi che sfollando le celle, tutto si risolva di colpo.
 
Abbiamo bisogno di un piano straordinario di interventi e che almeno le promesse fatte solennemente dal Premier Draghi e dalla Ministra Cartabia l’estate scorsa in occasione della visita “storica” al carcere di Santa Maria Capua Vetere per l’incremento del personale e la dotazione di mezzi e strumenti adeguati siano mantenute”.



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