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12 ottobre 2021 Rapina Casavatore-Napoli Aldo Di Giacomo: nessuno pensi che una volta in carcere i criminali ci restino a lungo

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

 
“Nessuno pensi che una volta arrivati in carcere – come comunque auspichiamo e nel più breve tempo possibile - i due criminali, nella violenta rapina a Casavatore (Napoli), armati di fucile a pompa e kalashnikov che non hanno esitato a puntare le armi contro le famiglie sedute al tavolo con i bambini ci restino a lungo e magari ad espiare la pena. Purtroppo il carcere se per i boss, in troppi casi, è un hotel a cinque stelle, per i criminali comuni e balordi è sempre un ostello di parcheggio”. Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo per il quale: “il sistema penitenziario che negli ultimi tempi è accentuato come sistema di rieducazione e recupero sociale non dà alcuna tutela alle vittime di rapine e violenze che potrebbero, come è accaduto già più volte, ritrovarsi davanti gli stessi rapinatori e criminali. Né tanto meno si tutela il personale penitenziario in quanto gli autori recidivi di aggressioni ad agenti sanno di poter contare sull’impunità, al punto che solo in rare situazioni sono trasferiti in altri istituti per aggredire altro personale che continua, impotente, a fare da bersaglio fisso. A questo punto la Ministra di Grazia e Giustizia o interviene subito con misure e provvedimenti di urgenza per garantire la tutela degli “agenti per bene” come li definisce oppure abbia l’onestà morale di farsi da parte ammettendo l’incapacità di gestione degli istituti penitenziari che, prenda atto, sono finite nelle mani di delinquenti.
L’S.PP. – continua Di Giacomo – per tutte queste ragioni ha promosso la campagna “vittime e carnefici” perché continua la confusione ingenerata tra l’opinione pubblica su chi sono le vere vittime e chi i carnefici che dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere passano per agnelli sacrificali.
Ripetiamo: le aggressioni e gli episodi di violenza sono triplicati a causa della delegittimazione del personale penitenziario dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere, dell’impossibilità a svolgere nelle carceri attività di contenimento se non si vuole essere spacciati per “torturatori”, delle promesse del Governo su scarcerazioni facili e detenzione da albergo a cinque stelle. Siamo di fronte all’evidenza che le azioni messe in campo dall’attuale Governo sono le più nefaste e nocive di tutti i tempi. Dunque in mancanza di provvedimenti – dice Di Giacomo - non ci resta che consegnare le chiavi di istituti e celle direttamente ai detenuti i quali, non appena verificheranno che le promesse su indulti, pene leggere e programmi di rieducazione non potranno essere mantenute, ritorneranno alla stagione delle rivolte che abbiamo conosciuto e dovuto, da soli, fronteggiare sino al rischio della vita. Un rischio sempre più preoccupante e concreto”.



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