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4 gennaio 2022 Covid in carcere: Aldo Di Giacomo, circa 1700 positivi tra personale penitenziario e detenuti solo nell’ultima settimana, in un mese incremento del 120 per cento, sale la tensione

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
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“La diffusione del Covid nelle carceri ormai ha raggiunto una media del 40% a settimana: secondo i dati di fonte del ministero aggiornati a stasera nell’ultima settimana sono 876 i positivi tra agenti penitenziari (860 con degenza a domicilio), a cui aggiungere 48 del personale amministrativo e 804 tra i detenuti. In un mese i contagi nelle carceri, sicuramente anche per effetto della nuova variante, hanno raggiunto l’incremento del 120%. I focolai più numerosi in atto sono la riprova che specie negli istituti del Nord la diffusione è più rapida rispetto a quelli del centro-sud”. Lo denuncia il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria – S.PP. – Aldo Di Giacomo che aggiunge: “la preoccupazione tra il personale, le famiglie, i detenuti è altissima aggravando la situazione del controllo degli istituti per il numero ridotto di agenti in servizio. I dati ufficiali di fonte ministeriale purtroppo sono parziali e arrivano in ritardo rispetto alla realtà che segna un trend di contagi in forte aumento in queste festività natalizie e destinato dunque ad avere conseguenze impattanti sulla gestione delle carceri.   Sminuire o nascondere la verità – continua – può solo portare ad un’ulteriore sottovalutazione e a complicare le problematiche esistenti”.
Per Di Giacomo “non è più sufficiente condividere la nostra preoccupazione ma bisogna procedere all’organizzazione immediata di Open Day di vaccinazioni nelle carceri proprio come accade fuori e all’obbligo del Green Pass e di mascherine Fpp2. Continuiamo a mettere in guardia su ulteriori ritardi che si sommano a quelli già accumulati da mesi. Si sta ripetendo lo stesso grave errore di sottovalutazione compiuto con l’avvio della prima fase di vaccinazione anti-Covid: per la somministrazione della dose booster (cosiddetta terza dose) del vaccino – evidenzia Di Giacomo - non c’è alcuna corsia preferenziale per il personale penitenziario e i detenuti. E se qualcuno pensasse che attualmente sia sufficiente il Green Pass deve ricredersi perché non è così: la sicurezza di detenuti ed agenti si garantisce con tutta una serie di strumenti e comportamenti di rigorosa prevenzione e con un monitoraggio costante della diffusione del virus”.
Il segretario del Sindacato Penitenziari rinnova l’appello ai Ministri alla Salute e di Grazia e Giustizia perché nella circolare (Ministro Speranza) si prevede la somministrazione della dose booster anche alla fascia d'età tra 40 e 59 anni - dopo almeno 5 mesi dal completamento del ciclo primario - "in considerazione dell'aumentata circolazione del virus SarsCoV2, che ha determinato un incremento dell'incidenza di nuove infezioni", ma non c’è indicazione sulle priorità che riguardano agenti e detenuti.



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