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28 ottobre 2020. Di Giacomo: cambiare tutto per non cambiare niente. Pronto un nuovo tana libera tutti, presto fuori altri 4000 detenuti ed i Direttori penitenziari cercano di aumentarsi lo stipendio

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

Prevista una nuova norma che consente di uscire dalle carceri con un residuo pena di 18 mesi. Come pronta sarebbe la norma per aumentare gli stipendi ai direttori dei penitenziari. A comunicarlo è il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo: “sembra ripetersi il copione della prima ondata di COVID-19 e come allora noi ribadiamo che bisogna chiudere le carceri verso l’esterno ossia impedire le visite con i famigliari e con tutte le figure non indispensabili, facendoli avere contatti solo con Skype e fornire di dispositivi protettivi tutti gli istituti penitenziari, ma l’amministrazione penitenziaria come allora brancola nel buio senza nessuna soluzione concreta. Il garante dei detenuti proprio come allora chiede di fare uscire i detenuti perché sono troppi, proprio come fece 8 mesi fa ed il ministro fece di tutto per accontentarlo. Nel frattempo i casi di COVID-19 sono quasi 400 tra detenuti e personale penitenziario e sempre come allora l’amministrazione penitenziaria studia una norma che consenta di far uscire tutti i detenuti con un residuo pena non superiore a 18 mesi con il braccialetto elettronico che come allora non sono disponibili. Gridare alla vergogna sembra abbastanza inutile visto tutto quello che è successo nella prima fase: morti, devastazioni, evasioni e 8000mila detenuti usciti dal carcere. Dall’altra parte il Ministero della Giustizia è pronto ad inserire una norma che prevede l’aumento dello stipendio dei direttori penitenziari proprio quei dirigenti che hanno visto i loro istituti devastati. Anche per questo sembra inutile indignarsi perché è tutto in linea con la politica del D.A.P. e del Ministro della Giustizia ossia premiare chi non ha meriti particolari e continua a sbagliare senza porsi neanche il problema”.
La situazione reale purtroppo è un'altra - continua Di Giacomo - il COVID-19 dilaga nelle carceri; ad oggi i contagiati sono già il doppio rispetto alla prima ondata, destinati ad aumentare a dismisura visto che non c’è prevenzione reale. Pensare che basti far uscire qualche migliaia di detenuti per risolvere il problema appare sterile e pericoloso, non è bastato nella prima fase e non basterà neppure nella seconda. Parlare di certezza della pena in questo caso è fuori luogo, considerato che oltre 90 detenuti pericolosi di alta sicurezza usciti nella prima fase per paura di farli morire a causa del COVID-19 ancora non sono rientrati e forse non rientreranno mai. Liberare di nuovo migliaia di detenuti è diventato il modo di risolvere i problemi o forse il modo di non affrontarli o forse ancora peggio. Se le premesse sono queste la seconda ondata di COVID-19 nelle carceri sarà peggiore della prima conclude Di Giacomo.



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