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7 luglio 2020. Lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, richiesta incontro.

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

Illustre Presidente del Consiglio,

questa organizzazione sindacale in un delicato momento quale è questo che il nostro Paese sta attraversando e con esso l’intero sistema Giustizia e nello specifico il mondo penitenziario, quest’ultimo purtroppo sempre più dimenticato ed isolato dai processi di evoluzione e cambiamento, o se interessato, mediante politiche e strategie non condivise con coloro che permettono all’intero sistema di funzionare correttamente, i Poliziotti Penitenziari.
Negli ultimi mesi il sistema penitenziario italiano è stato protagonista di eventi drammatici, dalle rivolte scoppiate nel mese di marzo u.s. al dramma portato nelle carceri dal COVID 19, con tutte le nefaste conseguenze che hanno segnato in maniera indelebile tanto i detenuti quanto le migliaia di Poliziotti Penitenziari che, a costo della loro vita, hanno cercato di sorreggere e portare avanti un sistema ormai al collasso, per non dimenticare il fenomeno venuto alla ribalta nelle ultime settimane, quello dei messaggi inviati all’esterno delle strutture penitenziarie da pericolosissimi criminali, attraverso strumenti tecnologici quali tablet, telefoni cellulari, ecc. fatti entrare in modo fraudolento all’interno delle strutture penali ed il sempre più crescete fenomeno delle gravissime aggressioni perpetrate quotidianamente ad opera di detenuti in danno dei Poliziotti Penitenziari.
Non può altresì sottacersi la polemica che ha coinvolto l’ex Capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria in merito alle avvenute scarcerazioni di boss mafiosi e del contrasto sorto tra Ministro della Giustizia ed un alto Magistrato o il grave e difficile momento che la Magistratura tutta sta’ attraversando. Come ancora più sconcertante appare la circolare del D.A.P. del 30 giugno che ripristina di fatto i contenuti della tanta contestata circolare di Basentini.
Tutto questo e molto altro ancora sta fortemente minando la stabilità di uno dei settori più delicati e strategici di questo Paese, il mondo delle carceri.
In merito a quanto sopra, questa Organizzazione Sindacale ha più e più volte sollecitato tanto il Sig. Ministro della Giustizia quanto i Vertici dell’Amministrazione Penitenziaria ad adottare provvedimenti urgenti, abbiamo più volte suggerito proposte e chiesto incontri per intavolare un costruttivo e condiviso confronto ma, con estrema delusione, le nostre sollecitazioni, avvenute anche attraverso media di livello nazionale, sono rimaste inascoltate.
Più volte, nell’ultimo mese di Giugno, Illustrissimo Presidente, ci siamo rivolti anche a Lei per avere un incontro privato e poterLe rappresentare, in modo reale, quelle che sono le vere problematiche di un sistema al collasso, purtroppo, anche in questo caso i nostri appelli sono rimasti inascoltati, come se al mondo della politica di cui Lei è il massimo rappresentante, tutti i problemi del mondo delle carceri non interessino o forse, come qualcuno diceva, “meglio non parlarne”.
Questa Organizzazione Sindacale, visto il suo silenzio e la scarsa considerazione che Lei ha dato ai nostri appelli, Le preannuncia che per i giorni 14 e 15 luglio ha già organizzato una forte forma di protesta di grande impatto mediatico che vedrà il Segretario Generale di questo sindacato protestare, in catene, sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per accendere i riflettori sul dramma delle carceri e sulle drammatiche condizioni di vita dei Poliziotti Penitenziari, servitori dello Stato ormai da troppi anni abbandonato ad un triste destino, con la speranza che almeno in quella occasione, Lei si voglia degnare di dedicare pochi minuti del suo prezioso tempo per ascoltarci. Mi preme ricordare che chi le scrive è stato oggetto di minacce e si è visto arrivare presso il proprio ufficio un pacco bomba, un pacco con dei proiettili e minacce di essere cremato inviate per email.
Sicuro che il suo impegno è dalla nostra parte e non di chi utilizza le minacce e le violenze per cambiare le norme a proprio favore.
Fiducioso che questa volta vorrà incontrarci anche per solo pochi minuti.



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