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26 settembre 2018. Arresti romeni rapina Lanciano: Aldo Di Giacomo, per le vittime ancora non e’ fatta giustizia. Confusi Salvini e Buonafede: i tre rumeni non marciranno in galera

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Con l’arresto dei tre romeni autori dell’agghiacciante rapina nella villa vicino a Lanciano, in provincia di Chieti, dovremmo tirare fuori la “legge del taglione” oppure, per essere più chiari, quella “dell’orecchio per orecchio”, ma piuttosto vogliamo sostenere, fuori dal coro, che guai a pensare che giustizia sia stata fatta”.
Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo per il quale “fino a quando nel nostro Paese non sarà affermata la netta distinzione tra vittime e carnefici con pene severe e soprattutto certe per chi si macchia di atti di violenza inaudita prevarranno solo le chiacchiere con le solite rituali dichiarazioni e quindi prevarrà la giustiziale “formale” tanto per tranquillizzare la gente e tacitare la coscienza politica. Ci meravigliano le dichiarazioni di Salvini e Buonafede che pensano che gli autori di questo efferato crimine marciranno in galera.
Intanto è bene considerare che i tre romeni, come i tanti che li hanno preceduti, finiranno in carcere se tutto gli va male per qualche anno e in cella potranno godere di un soggiorno che non si può certamente definire duro. Le cronache che quotidianamente arrivano dagli istituti di pena italiani, sempre più affollati di detenuti stranieri – continuano – ci confermano che le condizioni di detenzione sono all’insegna del buonismo e della rieducazione a tutti i costi e per tutti. Quando poi gli stessi detenuti stranieri non diventano protagonisti di aggressioni, violenze al personale penitenziario o di risse e litigi specie tra gruppi di diverse nazionalità ed etnie.
Per noi – dice ancora Di Giacomo – sarà fatta piena giustizia per i coniugi di Lanciano come per le tante, troppe vittime, solo se si mette mano alla “controriforma” della riforma dell’ordinamento giudiziario (quello delle celle aperte e del buonismo assoluto) voluto dall’ex Ministro Orlando e se si introduce la nuova legge per il diritto alla legittima difesa. Continua Di Giacomo: “È ora però che i due Ministri cerchino di fare meno proclami e più fatti introducendo norme che rendano più sicuro il sistema sicurezza italiano”.
Nel ricordare che al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani il Sindacato S.PP. consegnerà le 900 mila firme (in aggiunta ad altre 2 milioni 100 mila già in Parlamento) raccolte tra i cittadini a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la legittima difesa, Di Giacomo sottolinea che “al cittadino deve essere data la possibilità di difendersi, di difendere i propri cari, il proprio patrimonio. Non si può più ignorare la volontà generale e diffusa tra gli italiani di avere un’arma negando loro di sentirsi sicuri a casa propria o nel proprio negozio”. Aldo Di Giacomo



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