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4 gennaio 2019. Ennesima aggressione al carcere di Campobasso.

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

"Il carcere non rientra nel cosiddetto “contratto di programma” tra Lega e Movimento 5 stelle e pertanto è considerato “area di nessuno”, né di leghisti e né di cinquestelle, dove può succedere di tutto come l’ennesima rissa avvenuta ieri nel carcere di Campobasso che ha coinvolto una quindicina di detenuti e ha provocato l’aggressione del comandante
della polizia penitenziaria e di un suo collega costretti a ricorrere alle cure dell’ospedale molisano dopo essere intervenuti per sedare la rissa. Siamo di fronte all'ennesimo episodio che fa capire come è grave la situazione carceraria italiana". Così il segretario nazionale del Sindacato di Polizia penitenziaria (Spp), Aldo Di Giacomo, riferendo che negli ultimi mesi solo nell’istituto di pena di Campobasso è questo il terzo episodio che fa seguito all’aggressione di un agente a settembre e alla molestia sessuale nelle scorse settimane nei confronti di una donna agente di polizia
penitenziaria ad opera di un detenuto egiziano.</p><p> Dunque se in un piccolo carcere si
sommano tanti episodi delittuosi è facile immaginare cosa accade in quelli più grandi con una popolazione carceraria sino a cinque volte più numerosa”.
“Accade invece che per il Governo, poiché non c’è alcun interesse politico per il carcere ogni fattaccio – aggiunge – rientra nella normalità e quindi non c’è alcun interesse a tutelare il lavoro di chi svolge compiti di sorveglianza come a garantire
nelle celle la piena legalità. Noi siamo stanchi di denunciare quasi tutti i giorni aggressioni, risse, il ritrovamento in carcere di droga, telefonini, ecc. senza essere ascoltati. Sin dal primo giorno di insediamento abbiamo espresso al Ministro alla Giustizia Bonafede la piena disponibilità a collaborare per identificare le maggiori e più gravi emergenze in modo da guadagnare tempo per ripristinare le legittime condizioni di detenzione e al tempo stesso di lavoro per il personale penitenziario che non può certamente occuparsi di tutto anche perché le piante organiche a Campobasso come negli altri istituti sono fortemente deficitarie di personale. Ma dobbiamo solo raccontare di promesse che ci costringono ad alzare il livello di protesta e di mobilitazione convinti che se non si afferma la legalità nel carcere sarà
impossibile per lo Stato farlo fuori”.



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