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7 settembre 2021 Situazione carcere Pesaro: Aldo Di Giacomo, immediato ed efficace intervento del Dap. Solidarietà ai colleghi dell’istituto marchigiano

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
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“La gravissima situazione determinata nel carcere di Pesaro richiede l’immediato e più efficace intervento dell’Amministrazione Penitenziaria per ripristinare il clima di sicurezza del personale penitenziario”. Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo che esprime la più fraterna solidarietà ai colleghi vittima di continue violenze: “Ci siamo attivati chiamando in causa direttamente il responsabile del DAP sostenendo le azioni di protesta che sono in svolgimento. Quello di Pesaro è l’ennesimo segnale di quanto sta accadendo negli istituti penitenziari italiani dove gli agenti sono diventati il bersaglio di singoli violenti e di bande della criminalità che approfittando del clima di delegittimazione del personale hanno ripreso vigore per imporre il proprio controllo sfruttando una situazione di tacita assenza dello Stato”. “Negli istituti penitenziari afferma Di Giacomo - si respira un’atmosfera di spasmodica attesa per le promesse venute dal Governo e da un esercito di politici per scarcerazioni più facili, pene meno severe in nome della rieducazione e del riscatto sociale e per accrescere il sistema delle celle aperte con grande libertà di movimento e di traffici. Con la preoccupazione fondata che la delegittimazione riguardi tutte le forze dell’ordine, un pericolo per l’ordine pubblico e una minaccia per la libera convivenza dei cittadini, ci rivolgiamo all’opinione pubblica perché apra gli occhi per rendersi conto che nelle carceri non sono reclusi vittime o angeli, ci sono autori di crimini efferati per i quali da tempo invece si sostengono la clemenza e provvedimenti di indulto e per rivendicare dalla politica e dalle istituzioni risposte adeguate a ripristinare la legalità. Soprattutto dopo gli impegni solenni del presidente del Consiglio, Mario Draghi e del ministro della Giustizia, Marta Cartabia, è ora che ci si occupi seriamente dei problemi del sistema penitenziario senza illudersi che sfollando le celle, tutto si risolva di colpo. E continuiamo ad insistere: la priorità è oggi quella di mettere fine alla campagna di odio contro uomini e donne in divisa che sono oggetto di atti gravi di aggressioni, violenze ed intimidazioni, consentendo al personale l’attività di contenimento senza correre il rischio di finire in inchieste della magistratura”.



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