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12 settembre 2018. Aldo Di Giacomo: Ministro Salvini ha accolto la nostra sollecitazione per la pistola taser anche a polizia penitenziaria, adesso tocca al Ministro Bonafede

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Il Ministro dell’Interno Salvini ha accolto la nostra pressante sollecitazione per estendere la sperimentazione dell’impiego del taser anche alla polizia penitenziaria. Spetta adesso al suo collega, il Ministro alla Giustizia Bonafede, consentirlo il più rapidamente possibile, dando così almeno un primo segnale di discontinuità con l’operato di chi l’ha preceduto, l’ex Ministro Orlando, noto per le “celle aperte” e le “celle dell’amore”. Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP.: (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo.
“Non è più possibile reagire a mani nude – prosegue Di Giacomo – di fronte alle continue aggressioni, rivolte, tentativi di fuga, liti tra clan e gruppi etnici stranieri, tanto più – continua – che sono sempre più numerosi gli episodi di tentativi di introduzione in carcere di oggetti contundenti se non proprio di armi improprie. Pertanto l’avvio, sia pure come forma sperimentale, della pistola elettrica usata dalla polizia Usa, a nostro giudizio potrebbe essere sperimentata da subito almeno in alcune carceri che presentano quotidiani rischi più forti per il personale specie in presenza di detenuti appartenenti a gruppi della criminalità organizzata ed extracomunitari.
Se il Ministro Salvini ed i funzionari al vertice della direzione anticrimine della Polizia di Stato hanno ritenuto il taser uno strumento efficace “per ridurre gli interventi corpo a corpo”, nonché “per fronteggiare le aggressioni in cui ogni giorno vengono coinvolti poliziotti, carabinieri e militari” non si capisce per quale motivo – aggiunge – non si possa e si debba sperimentarne l’uso nelle carceri nei quali il rischio di fronteggiare il corpo a corpo è sempre alto. È il caso di ricordare che gli “eventi critici” vale a dire aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, intimidazioni, atti di violenza tra detenuti hanno avuto un incremento del 700% e ogni giorno 12 poliziotti in media sono costretti a ricorrere alle cure di sanitari. Purtroppo il nuovo sistema carcerario che dà più fiducia ai detenuti con il cosiddetto sistema “celle aperte” si è rilevato un meccanismo di aggravamento dell’emergenza sicurezza dentro e fuori del carcere che si registra da anni nel Paese. Siamo stanchi di contare il numero di aggressioni di uomini e donne della polizia penitenziaria all’interno degli istituti di pena che sono in buona parte in mano ai detenuti.



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