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13 gennaio 2001. Ricorso collettivo sulla previdenza complementare degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

Danno futuro… I motivi del ricorso
La c.d. Riforma Dini - Legge n. 335/1995 – ha previsto l’istituzione della previdenza complementare e nel contempo la richiesta di condanna dell'Amministrazione al risarcimento del danno per la mancata attuazione.
Il tempestivo avvio dei fondi pensione avrebbe generato  un montante  più  elevato  rispetto al mancato esercizio dell’opzione, oltre che consentire un risparmio in termini di tassazione IRPEF in virtù di un maggiore ammontare deducibile. Pertanto è stato generato un danno futuro, che si sostanzia nel manifestarsi delle conseguenze non  nell’immediato, essendo i ricorrenti in servizio, bensì all’atto del pensionamento. L’attuazione della previdenza complementare consentirebbe di compensare il divario dell'assegno della pensione tra quello su base retributiva e quello su base contributiva, in modo da garantire nel tempo lo stesso tenore di vita anche nel trattamento di quiescenza.
L’ammontare del danno
Qualora riconosciuto, l’importo potrà variare a seconda di diversi fattori -tra cui il numero di anni decorrenti dal danno patito- (non prima del 1996 per il personale in regime pensionistico misto/contribuitivo), il computo mediante il confronto tra il montante accumulato in regime di TFR con quello ipotetico in regime di TFS, e la decisione del T.A.R. - Alcuni studi legali ipotizzano un possibile risarcimento del danno fino a 10.000,00 euro (all’aumentare degli anni contributivi).
Eventuali somme riconosciute nel giudizio, saranno corrisposte integralmente ai ricorrenti poiché alcun patto di quota lite verrà sottoscritto con lo studio legale incaricato al giudizio.
Chi può aderire
Tutto il personale che al 31/12/1995 non abbia maturato un'anzianità contributiva superiore a 18  anni.
La mancata attuazione della previdenza complementare interessa anche il personale arruolato dopo la data del 31 dicembre 1995in virtù della sentenza n. 207/2020 con cui la Corte  dei Conti - Sezione Giurisdizionale per la Puglia - ha riconosciuto il danno per la tutela dell’interesse legittimo all’attuazione della previdenza complementare da applicare a partire dal 01/01/1996.
Costi del ricorso
Per  i tesserati al S.PP.  -  Sindacato Polizia Penitenziaria- il ricorso è GRATUITO, mentre per i non iscritti il costo è di € 250 (per le spese generali dovute al legale incaricato per il giudizio di primo grado).
La presente iniziativa è valida solo per il giudizio di primo grado (non per una successiva eventuale impugnazione – secondo grado per la quale sarà necessario corrispondere il compenso stabilito dal legale in proporzione ai ricorrenti e previa accettazione).



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