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29 aprile 201.Aldo Di Giacomo: “non è questa legittima difesa - bisogna evitare il far west - stop alla concessione di armi per chi non ne ha un reale bisogno”

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
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“Non è questa la legittima difesa per la quale abbiamo raccolto in meno di sei mesi in tutta Italia circa 2 milioni e 100 mila firme a sostegno della nostra proposta di legge d’iniziativa popolare sulla “modifica delle norme disciplinanti la violazione di domicilio e la legittima difesa”. È il commento al grave fatto di Roma, con un giovane che ha sparato ad un ladro-ragazzino, da parte di Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato S.PP., che ha promosso la raccolta di firme per la proposta di legge depositata in Parlamento prima che scadesse la precedente legislatura ed ha proseguito la raccolta di adesione di cittadini nei Municipi all’inizio della nuova legislatura. “Interpretando il comune sentire di milioni di italiani – aggiunge – abbiamo pensato ad una legge che, innanzitutto, colmasse il vuoto di giustizia, tenuto conto del numero molto ridotto di casi di legittima difesa che in media nel nostro Paese sono due su dieci riferiti a fatti di furto, rapina, aggressione in casa. Questo però non significa che la difesa è “sempre legittima” perché il rischio è che si affermi un pericoloso principio di giustizia fai da te e quindi di clima da far west”.
Per Di Giacomo “in tal senso non mancano le avvisaglie: in Lombardia le richieste di porto d’arma sono cresciute dall’approvazione della legge del 200%, una vera e propria corsa ad armarsi, con una media nel Paese del 34%. Di fronte alle dichiarazioni del giovane che ha sparato al ragazzino che dice di “sentirsi indifeso senza pistola” e che “se il ragazzo non avesse violato la sua proprietà, ma avesse fatto altro, non avrebbe sparato” spetta ai giudici occuparsi della questione per evitare di lanciare agli italiani un messaggio distorto e pericoloso che sarebbe quello di usare sempre e comunque un’arma. Questo per noi significa – sottolinea il segretario del S.PP. – che, raccogliendo le “raccomandazioni” espresse dal Presidente della Repubblica Mattarella all’atto della promulgazione della legge, si tratta di introdurre, nei fatti, una netta linea di demarcazione tra la sussistenza del pericolo e non, senza attenuanti per il ladro ragazzino che va punito comunque per il reato compiuto. Di Giacomo inoltre sottolinea che “l’elemento che più si avvicina alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare è l’esclusione della responsabilità civile: chi si è legittimamente difeso non è responsabile civilmente. In sostanza, la riforma fa sì che l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non debba essere obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile. Infine, la riforma della legittima difesa estende le norme sul gratuito patrocinio (criteri e modalità di liquidazione dei compensi e delle spese per la difesa) a favore della persona nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione o il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo.  



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