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La rivolta dei detenuti nordafricani nel carcere di Sanremo ha due aspetti inquietanti: l’alto numero di detenuti africani (almeno 10mila) nei nostri istituti di pena che pone un quotidiano problema di controllo per il personale penitenziario che non dispone degli strumenti per farlo e nemmeno di interpreti; le ore di trattativa che si sono svolte. È intollerabile che  nel nostro Paese si scenda a trattative con detenuti



Egregio Sig. Ministro,

Dopo i nostri numerosi interventi a sostegno della famiglia TROVATO MAZZA,  tutti finalizzate a riportare all’attenzione dei più Alti Organi Istituzionali la vicenda della Poliziotta Penitenziaria Maria Teresa TROVATO MAZZA





L’ennesima rivolta in carcere, questa volta nell’istituto di Busto Arsizio (Varese), dove si è sfiorata la tragedia, con un bilancio pesante di nove agenti costretti a ricorrere a cure sanitarie, è la migliore risposta al Ministro Bonafede che sta concentrando il suo tempo per un progetto di percorso rieducativo dei detenuti attraverso il lavoro. Si dia priorità alla polizia penitenziaria



Con l’arresto dei tre romeni autori dell’agghiacciante rapina nella villa vicino a Lanciano, in provincia di Chieti, dovremmo tirare fuori la “legge del taglione” oppure, per essere più chiari, quella “dell’orecchio per orecchio”, ma piuttosto vogliamo sostenere, fuori dal coro, che guai a pensare che giustizia sia stata fatta




Dopo l’agghiacciante rapina nella villa vicino a Lanciano, in provincia di Chieti, con gli atti di violenza terrificante, non partecipiamo al coro delle dichiarazioni formali e consegneremo al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani le 900 mila firme raccolte tra i cittadini a sostegno della nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legittima difesa



Tradurre i sentimenti di coinvolgimento emotivo, turbamento, compassione ampiamente diffusi nell’opinione pubblica, a seguito del gravissimo fatto avvenuto nel carcere romano di Rebibbia, in fatti concreti è quello che chiede l’intero Paese. Per noi è possibile, nel giro di un paio di settimane, mettere fine all’intollerabile situazione di minori nelle celle e scongiurare che bambini espiino la pena delle madri



Quanto è accaduto nel carcere romano di Rebibbia con una detenuta che ha ucciso uno dei suoi figli e ferito gravemente il secondo dimostra che il “Protocollo d’intesa-Carta dei figli di genitori detenuti” che risale al precedente Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, non ha alcuna efficacia e né avrebbe potuto averne. Il nuovo Ministro Bonafede e il Parlamento agiscano rapidamente



Dopo Prato e Campobasso tragedia sfiorata nel carcere foggiano. Ancora una volta la Polizia penitenziaria costretta a pagare sulla propria pelle le carenze di personale e le scelte scellerate da parte di chi ci amministra a livello centrale. Questa volta solo per caso non c’è scappato il morto. Ennesimo gravissimo episodio si è verificato nella giornata di ieri (11Settembre) nella casa circondariale di Foggia



Il Ministro dell’Interno Salvini ha accolto la nostra pressante sollecitazione per estendere la sperimentazione dell’impiego del taser anche alla polizia penitenziaria. Spetta adesso al suo collega, il Ministro alla Giustizia Bonafede, consentirlo il più rapidamente possibile, dando così almeno un primo segnale di discontinuità con l’operato di chi l’ha preceduto, noto per le celle aperte



Cosa devi fare in caso di malattia e assenza dal lavoro? In caso di malattia, vale a dire di un’infermità che determini incapacità temporanea al tuo specifico lavoro, è il medico curante a redigere l’apposito certificato di malattia e a trasmetterlo all’Inps con modalità telematica, immediatamente o al più il giorno dopo quando la visita è avvenuta al tuo domicilio


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