20 dicembre 2021 Covid in carcere: Aldo Di Giacomo, diffusione tra personale penitenziario a velocità maggiore e più preoccupante in istituti del nord

Attività

“La diffusione della pandemia nelle carceri del Nord sta avvenendo a velocità maggiore e quindi più preoccupante rispetto alle carceri del Centro-Sud.

La situazione ha assunto aspetti allarmanti: da notizie raccolte, in attesa di conferma ufficiale, sembrerebbe che una settantina di agenti penitenziari a San Vittore-Milano siano positivi e quindi non più in servizio”.

A riferirlo è il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria – S.PP. – Aldo Di Giacomo rinnovando l’appello al Ministro di Grazia e Giustizia Cartabia, esteso ai Ministri alla Salute Speranza e all’Interno Lamorgese, a predisporre un piano straordinario d’intervento coordinato per affrontare tutti gli aspetti che riguardano prima di tutto il contenimento dei focolai e la prevenzione del contagio e le condizioni di lavoro del personale e di sicurezza delle carceri.

Come misure urgenti – precisa Di Giacomo – abbiamo chiesto di bloccare le traduzioni di detenuti verso altri istituti e ripristinare i colloqui telefonici detenuti-familiari.

“Negli istituti penitenziari siamo di fronte ad incrementi settimanali – afferma il segretario del S.PP. – dell’ordine del 20%. Bisogna dunque agire presto e bene proprio come sta accadendo per quanti arrivano in Italia per i quali non basta il Green Pass e viene richiesto il tampone.

È tanto più necessario il ricorso a misure di rigore nelle carceri per chiunque entri in contatto con personale e detenuti. Sconcerta invece – dice Di Giacomo – l’atteggiamento seguito sinora su due livelli: un nuovo giro di tamponi tra i detenuti e la sospensione dal servizio per il personale che non si è vaccinato e che a noi risulta di poche centinaia di unità.

Praticamente lo “zero assoluto” sul piano del contenimento del contagio e di conseguenza la gestione della nuova ondata pandemica nelle carceri.

È da tempo che ripetiamo inascoltati i nostri appelli: l’obbligo vaccinale per il personale penitenziario, che ci vede convintamente favorevoli, non da oggi, non risolve in alcun modo la prevenzione dalla diffusione del Covid se l’obbligo non viene esteso a tutti, a cominciare dai detenuti e dai familiari e dagli avvocati dei detenuti.

Nei penitenziari ci sono flussi di ingressi settimanali dieci volte superiori al numero dei detenuti, a cui aggiungere i colloqui con diverse decine di avvocati e una durata anche di un paio d’ore.

Altro che Super Green Pass. “Dentro” siamo al Mini Green Pass e non esiste l’alibi di detenuti no-vax, un’assoluta minoranza rispetto al numero complessivo della popolazione carceraria.

È una situazione – dice Di Giacomo – che riprova la tesi coltivata da parte dello Stato del carcere completamente avulso dal resto della città dove invece si punta ad accrescere controlli e azioni di contrasto al Covid”.

Il Segretario Generale

Dott. Aldo Di Giacomo

Dott. Aldo Di Giacomo

Carissimi Colleghi, da oggi chiunque voglia parlare con il Segretario Generale S.PP. Aldo DI GIACOMO può “incontrarlo” attraverso videochiamata WhatsApp per trattare argomenti a carattere personale e/o tematiche collettive.

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