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ATTIVITA
ATTIVITA SINDACALI 2018

INCONTRI ED ATTIVITA MESSE IN ATTO DALLA SEGRETERIA GENERALE



I segnali ci sono tutti nelle periferie urbane come in tanti traffici illeciti e sono sempre più allarmanti: a contendersi con i cinesi il titolo di “quinta mafia” sono i nigeriani. Una situazione che, nonostante l’aumento di detenuti di nazionalità nigeriana nelle carceri italiane, nel giro di pochi anni, per oltre il 65%, continua ad essere fortemente sottovalutata

I fattori di "gravi criticità" riscontrati nei 4 centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) visitati dal Garante nazionale per i diritti dei detenuti (Brindisi-Restinco, Palazzo San Gervasio- Potenza, Bari e Torino) confermano la nostra forte richiesta al Governo ad avviare ogni iniziativa necessaria al rimpatrio immediato di tutti gli irregolari ospiti.
È quanto sostiene il segretario generale del S.PP.



Con l’arresto dei tre romeni autori dell’agghiacciante rapina nella villa vicino a Lanciano, in provincia di Chieti, dovremmo tirare fuori la “legge del taglione” oppure, per essere più chiari, quella “dell’orecchio per orecchio”, ma piuttosto vogliamo sostenere, fuori dal coro, che guai a pensare che giustizia sia stata fatta




Dopo l’agghiacciante rapina nella villa vicino a Lanciano, in provincia di Chieti, con gli atti di violenza terrificante, non partecipiamo al coro delle dichiarazioni formali e consegneremo al Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani le 900 mila firme raccolte tra i cittadini a sostegno della nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legittima difesa



Tradurre i sentimenti di coinvolgimento emotivo, turbamento, compassione ampiamente diffusi nell’opinione pubblica, a seguito del gravissimo fatto avvenuto nel carcere romano di Rebibbia, in fatti concreti è quello che chiede l’intero Paese. Per noi è possibile, nel giro di un paio di settimane, mettere fine all’intollerabile situazione di minori nelle celle e scongiurare che bambini espiino la pena delle madri



Quanto è accaduto nel carcere romano di Rebibbia con una detenuta che ha ucciso uno dei suoi figli e ferito gravemente il secondo dimostra che il “Protocollo d’intesa-Carta dei figli di genitori detenuti” che risale al precedente Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, non ha alcuna efficacia e né avrebbe potuto averne. Il nuovo Ministro Bonafede e il Parlamento agiscano rapidamente



La situazione all’interno del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Palazzo San Gervasio (Potenza) con lo stupro di gruppo ai danni di un ospite extracomunitario non consente mezze misure. Bisogna mandare l’esercito per ripristinare la legge italiana e mettere fine ad una condizione di “zona franca” dove tutto, persino la violenza sessuale, è consentito



Il Ministro dell’Interno Salvini ha accolto la nostra pressante sollecitazione per estendere la sperimentazione dell’impiego del taser anche alla polizia penitenziaria. Spetta adesso al suo collega, il Ministro alla Giustizia Bonafede, consentirlo il più rapidamente possibile, dando così almeno un primo segnale di discontinuità con l’operato di chi l’ha preceduto, noto per le celle aperte



I due gravissimi episodi di violenza a distanza di poche ore contro italiani deboli – a Castelvolturno una donna di 74 anni violentata e a Milano un uomo di 47enne affetto da sclerosi multipla aggredito barbaramente – ad opera di immigrati irregolari non consentono il solito rituale di dichiarazioni di semplice protesta




La rissa nel carcere di Rimini tra detenuti albanesi e marocchini avvenuta durante la messa è sicuramente la spia delle tensioni che la stagione estiva amplifica a causa dei problemi strutturali che il caldo e le sempre più precarie condizioni degli istituti penitenziari acuiscono. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP.




Mi auguro che l’arresto del terrorista macedone, nel recente passato ospitato al CPR di Palazzo San Gervasio (Potenza), serva a riaccendere la dovuta attenzione sull’allarme che come sindacato abbiamo lanciato da tempo sul rischio “radicalizzazione islamica” e pertanto terrorismo che incombe nei CPR come nelle carceri italiane. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale



L’ operazione "Giano Bifronte" della Dia di Catania che ha portato all’arresto dei titolari di una casa di cura per anziani e disabili, i quali hanno provocato un buco di 10 milioni di euro con condizioni gravissime per la salute e l’assistenza degli utenti, dimostra che oggi il vero business della criminalità organizzata è proprio l’assistenza agli anziani. È il commento di Aldo Di Giacomo



A quante altre risse in carcere dobbiamo continuare ad assistere come quella che, negli ultimi giorni, si è verificata nell’istituto penitenziario di Foggia con il coinvolgimento di ben oltre un centinaio di detenuti, nella “faida” tra cerignolani e baresi? E a quanti altri poliziotti aggrediti dobbiamo prestare soccorso e cura




Non siamo più disposti ad assistere inermi all’autentica mattanza di personale di polizia penitenziaria nelle carceri dove i detenuti la fanno da padroni e poiché non abbiamo alcuna intenzione di consegnare ai malviventi le chiavi delle celle non ci restano che clamorosi atti di protesta e di disobbedienza civile




Dopo i gravi fatti di Sulmona avvenuti nella mattinata di ieri 20/06/18, sempre nella stessa giornata è stata la volta di TURI, la notizia è trapelata nel tardo pomeriggio: un detenuto che si trovava all’interno della sala colloqui, invitato ad uscire perché il tempo a disposizione era terminato, si è scagliato con violenza inaudita contro il malcapitato Agente di Polizia Penitenziaria



Egregio Sig. Ministro, negli ultimi giorni stiamo assistendo all’inesorabile riproposizione di un copione che drammaticamente si ripete sulla pelle dei Poliziotti Penitenziari impiegati nella gestione delle carceri di questo Paese, copione che vede continui atti di violenze di ogni genere perpetrarsi in danno dei Poliziotti Penitenziari




E' di Chieti e ha 47 anni l'agente aggredito nel carcere di Sulmona. Un ospite detenuto nell'ala di alta sicurezza del penitenziario lo ha ferito gettandogli addosso olio bollente. Assieme all'agente teatino sono rimaste ferite, in modo lieve, altre due guardie penitenziarie, tutte medicate al Pronto soccorso dell'ospedale di Sulmona. Il più grave è stato trasportato in codice rosso



Ad affermarlo è il Segretario Generale del S.PP. Aldo Di Giacomo che stamani ha raggiunto telefonicamente il Segretario del S.PP. di Ariano Irpino, sequestrato dai detenuti, a cui ha espresso solidarietà e vicinanza come all’altro collega che ha subito lo stesso brutale trattamento




In attesa che il nuovo Governo definisca la strategia per affrontare l’emergenza immigrati soprattutto islamici che stanno “fuori” una priorità va data a quelli che stanno “dentro” i nostri istituti penitenziari. La brutta vicenda del comandante della polizia penitenziaria del carcere di Reggio Emilia che ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere per le ferite riportate



Non c’è più nulla di cui meravigliarsi: nelle carceri italiane ormai entra di tutto a conferma   che vivono meglio i detenuti in cella che  il personale  di  polizia penitenziaria.  E’  il commento di Aldo Di Giacomo, segretario  generale  del  S.PP. (Sindacato  Polizia Penitenziaria) in riferimento al rinvenimento nel carcere di Campobasso di un involucro contenente droga



Tra il finto maresciallo dei carabinieri a Napoli, al truffatore seriale di Torino che da abile “trasformista” al telefono delle vittime anziane si spaccia, a turno, per vigile urbano,  finanziarie o carabiniere, sino alla più consueta truffa del pacco a Sora e al finto dipendente Enel a Taranto, i quotidiani, da giorni, sono pieni di  episodi  del genere



Ma in che Stato viviamo: da una parte si concede al detenuto Luca Delfino - che sta scontando una condanna nel carcere di Pontedecimo, per aver ucciso nel 2007 con 42 coltellate l’ex fidanzata - lo sconto di pena e un risarcimento economico per essere stato detenuto in «condizioni disumane e degradanti», dall’altra si toglie il salario a Sissy Trovato Mazza



La storia del mostro del Circeo, Angelo Izzo, che si sarebbe autoaccusato anche della morte di un'altra ragazza, è la prova provata che la cosiddetta riforma del sistema carcerario che ci lascia in eredità il Ministro Orlando ha prodotto solo tutele e diritti per i mostri e nessuna tutela e nessun diritto per vittime e famiglie delle vittime. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo



Con la presenza negli istituti penitenziari italiani tra i 10 e i 15 mila detenuti islamici e le continue storie di “radicalizzazione” in carcere, la fuga oggi a Milano del detenuto tunisino dovrebbe far scattare un autentico campanello d’allarme. È il commento del segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo che aggiunge



E’ l’ennesimo episodio di aggressione nei riguardi dei Poliziotti Penitenziari, l’ultimo episodio è avvenuto nei giorni scorsi, quando un Sovrintendente è stato preso a pugni da  un detenuto italiano che si rifiutava di tornare in reparto dopo essere stato al pronto soccorso.  Il Segretario Generale Aldo Di Giacomo e il Segretario Nazionale PIGNATARO MIchele, esprimono solidarietà al collega aggredito




Il reclutamento e l’“affiliazione” a clan mafiosi di detenuti, all’interno delle carceri, persino quelle di massima sicurezza, è una pratica molto diffusa come dimostra l’operazione antimafia, con dodici persone arrestate nel Brindisino, che ha colpito la Sacra Corona Unita attiva nei territori di Brindisi, Tututano e Mesagne. È il commento di Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP.




La tesi esposta da Mauro Palma, Garante nazionale delle persone detenute, in occasione del convegno, promosso a Napoli, da Magistratura Indipendente, secondo il quale siamo di fronte a due racconti simmetrici , da un lato, dichiarazioni che c'è una situazione “infernale” delle carceri, dall'altro, comunicati del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria che descrivono un singolo progetto o iniziativa parlandone come un “paradiso"



L’inchiesta della Dda di Potenza sullo spaccio di droga e i legami tra criminalità locale ed internazionale, che fa seguito ad un’altra inchiesta sempre sullo spaccio di droga nel Potentino che risale allo scorso fine settimana, mette fine, definitivamente, al vecchio luogo comune di Basilicata “isola felice” e pertanto immune dagli interessi dei grandi gruppi criminali



Tra detenuti che evadono durante l’ora d’aria, come è accaduto nel caso del marocchino fuggito dal carcere di Lodi, al pregiudicato romano di 30 anni che ha avuto un desiderio così irrefrenabile di uscire da casa per fare due rapine in pochi minuti, che non è gli è importato nulla che stesse agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico applicato al polso



“Lo sciopero nazionale indetto dall’Unione camere penali (che si conclude oggi), con una forte partecipazione anche dei penalisti lucani, definito dagli stessi avvocati un forte gesto contro la mancata attuazione della riforma penitenziaria, pur muovendo da legittime rivendicazioni e sollecitazioni, non deve forzare il nuovo Parlamento


Quanto è accaduto oggi nel “piccolo” carcere di Campobasso rispecchia quanto accade quotidianamente nel “grande” sistema penitenziario italiano: nelle celle c’è di tutto, dai telefonini e schede sim, a sostanze stupefacenti sino ad armi improprie. È il commento del segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo


Il passaggio dal carcere minorile alla pizzeria per i tre ragazzi napoletani autori di uno stupro di gruppo, violenza consumata su una minore, indigna fortemente non solo i familiari della ragazza violentata ma tutti quanti, noi per primi, continuano a ritenere che la certezza della pena non può essere considerato solo un principio teorico



Quanto è accaduto nel Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio, in provincia    di Potenza, con la fuga di 24 migranti di cui solo due sinora rintracciati, e con il personale delle forze dell’ordine addetto alla sorveglianza lasciato in balia della rivolta, è solo la punta dell’iceberg di un problema da affrontare una volta per tutte con una soluzione netta e decisa


Pene severissime contro gli autori di violenze e maltrattamenti ad anziani; licenziamento immediato del personale di strutture socio-assistenziali colto in flagranza di reato; chiusura delle strutture; installazione di impianti di video-sorveglianza h24 in ogni centro che svolge funzioni di servizi per anziani, disabili e bambini: sono le richieste di emergenza di Aldo Di Giacomo, segretario generale del SPP


La presa di posizione del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani sul reddito di cittadinanza che potrebbe far guadagnare chi non lavora più di un poliziotto mette il dito nella piaga dei salari dei lavoratori delle forze dell’ordine decisamente bassi.  È il commento del segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo che annuncia un incontro con il Presidente Tajani


L’incremento del 46% in tre anni di porto d'armi solo in Basilicata non ci sorprende perché conferma quanto sosteniamo da tempo e che il recente rapporto Eurispes conferma: il 56,2 % degli italiani userebbe un’arma contro estranei in casa di notte. E’ il commento di Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria)



Le terribili immagini che sono trasmesse in queste ore attraverso media siciliani e che ritraggono due badanti mentre picchiano e maltrattano a Trapani un'anziana in casa provocano un profondo sdegno e poiché non basta più esprimere solidarietà e vicinanza all’ennesima vittima di quello che abbiamo definito tra i reati più infami, “l’anzianicidio”, siamo pronti a rilanciare la nostra campagna contro la violenza agli anziani


“Il Ministro alla Giustizia Orlando è uno dei massimi responsabili della disfatta elettorale del Pd e adesso mettendosi pregiudizialmente di traverso ad ogni ipotesi di accordo con il M5S continua a produrre non solo danni al suo partito (che non interessa molto agli italiani) quanto alla governabilità del Paese”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP.


La scelta del carcere palermitano non ha nulla di casuale - dice Di Giacomo -. L'Ucciardone è il carcere simbolo di forti problematicità che vive tutto il sistema penitenziario italiano. Il personale penitenziario lavora ogni giorno a rischio della propria incolumità: atti di violenza tra detenuti hanno avuto un incremento del 700%



L’ennesima rapina in una villa nel Beneventano con le più criminali e feroci modalità dei ladri più violenti che hanno minacciato con armi, legato e terrorizzato quattro giovanissime e due adulti, non si può archiviare in fretta con l’ennesima e rituale convocazione del Comitato provinciale dell’Ordine Pubblico



Nessuna confusione tra vittime e carnefici; uno stop, una pausa di riflessione e di approfondimento sulla riforma carceraria; maggiore sicurezza dentro il carcere (in particolare per il personale) e fuori per i cittadini: sono questi i temi affrontati oggi da Aldo Di Giacomo



E' l'interrogativo del Segretario Generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo per il quale siamo di fronte ad un delitto infame che non richiede alcuna clemenza nei confronti dei responsabili. In troppi casi si adottano provvedimenti giudiziari che non rispondono alla domanda di un Paese democratico e civile di fare vera giustizia


Avrei potuto scegliere un collegio “più comodo” o la Basilicata dove ho le mie radici e continue frequentazioni o un collegio cosiddetto sicuro per elezione ma invece – sottolinea Di Giacomo – ho voluto che in questa campagna elettorale, di cui si discute troppo poco di sicurezza e quelle poche volte con argomentazioni strumentali, il mio nuovo impegno politico-istituzionale avvenga proprio nell’area del Paese tra le più problematiche per parlare di criminalità, sicurezza, problemi dei lavoratori delle forze dell’ordine con i cittadini siciliani



«Siamo di fronte ad un’evidenza che evidentemente sfugge solo al ministro: gli istituti di pena, anche quelli per detenuti sottoposti al 41 bis, non sono sufficientemente monitorati per impedire la fuoriuscita di "pizzini" agli affiliati dei clan e la "formazione" o l'arruolamento di criminali». Lo afferma il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria (Spp) Aldo Di Giacomo.


Il 56,2 % degli italiani userebbe un’arma contro estranei in casa di notte. E' quanto rivela l'Eurispes nel Rapporto Italia 2018. Siamo di fronte alla prova “provata” che la nostra proposta di legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa che ha raccolto oltre 2 milioni 300 mila firme degli italiani è una priorità di cui il nuovo Parlamento deve tenere conto




In questi giorni, il Sindacato di Polizia Penitenziaria (SPP) rivendica un trattamento economico più adeguato al ruolo che li contraddistingue. Lo fa a nome di tutti gli agenti e di tutti coloro che si impegnano per la sicurezza dei cittadini. Il Segretario del sindacato, Aldo Di Giacomo, sottolinea il diverso trattamento rispetto a quello riservato agli statali




L’efferato assassinio a Maletto (Catania) di un’anziana donna di 80 anni, sia pure in circostanze tutte da chiarire, è l’ennesimo episodio di violenza che dimostra che, dopo il femminicidio, l’anzianicidio è un’emergenza nazionale. È quanto afferma il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo




Aldo Di Giacomo, Segretario Generale Sindacato di Polizia Penitenziaria, in una nota sottolinea che per i  lavoratori appartenenti alle Forze Armate, a Polizia e Polizia Penitenziaria, forze dell’ordine l’aumento in busta paga ammonta a +5% mentre quello dei lavoratori-detenuti è dell’83%.




Forse ha ragione il Presidente francese Macron che ha firmato la legge per installare i telefoni fissi nelle celle delle carceri della Francia. Da noi in tutto il 2017 è di 337 il numero totale di cellulari e sim ritrovati nei 190 istituti italiani. Quasi due per ogni carcere





"Non basta, come ha fatto il Premier Gentiloni intervenendo alla cerimonia di avvicendamento al Comando generale dell'Arma dei Carabinieri, riconoscere che il Paese chiede maggiore sicurezza. La sicurezza si garantisce con atti concreti a partire dalle carceri dove ogni giorno si verificano 12 aggressioni nei confronti di agenti di polizia penitenziaria."



Il crescente allarme dei cittadini  per la continua invasione di ladri nelle proprie case, più che attraverso petizioni popolari agli organi di Polizia e dell’ordine pubblico, si supera qui come in ogni altro angolo del Paese, con l’approvazione di quella  proposta di legge di iniziativa popolare per la quale abbiamo raccolto oltre 2 milioni 300 mila firme affossata con la chiusura del Parlamento


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