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16 dicembre 2019. Di Giacomo: il 41,6% dei ragazzi napoletani sottoposti alla messa alla prova sono recidivi

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Mentre a Napoli e nell'intero Paese non si sono certamente spente le polemiche per la nomina da parte del sindaco di Napoli Luigi De Magistris a garante dei diritti delle persone detenute di Pietro Ioia
- ex detenuto, ex narcotrafficante - i dati della ricerca del Centro Res Incorrupta dell’Università Suor Orsola Benincasa, voluta dalla Commissione Parlamentare Antimafia, sono un nuovo campanello d'allarme sulla criminalità minorile: su un campione di 423 minorenni sottoposti alla messa alla prova dal 2012 al 2016 dal Tribunale per i minorenni napoletano la recidiva è risultata presente nel 41,6% dei casi. Cioè su 423 persone destinatarie del provvedimento di estinzione del processo per messa alla prova, 176 si sono resi protagonisti da maggiorenni di altri reati”. Lo evidenzia il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo sottolineando che “siamo di fronte all'evidente fallimento dell'attività messa in campo dallo Stato per il “recupero sociale” dei giovanissimi che finiscono in carcere e che sono autori di uccisioni, reati sempre più violenti per farsi strada all'interno della gerarchia dei clan. Come sottolineano i ricercatori, la cosiddetta speciale prevenzione affidata alla messa alla prova fallisce quando i minorenni tornano nel proprio ambiente con la conclusione, da parte degli stessi ricercatori, che per gran parte dei ragazzi “l’orizzonte prospettico resta quello mafioso”. La causa di ciò sarebbe da ricercarsi nel fatto che stanno mutando le figure apicali all'interno dei clan, dal momento che molti dei leader sono sottoposti al regime previsto dall'articolo 41 bis o sono diventati collaboratori di giustizia, per cui sono scoppiate una serie di rivalità all'interno delle stesse strutture camorristiche, generando lotte intestine e scontri per assicurarsi il comando. Questi attacchi avvengono spesso utilizzando tanti "piccoli eserciti, formati sovente da ragazzi sbandati e senza identità" che si sono via via impadroniti del territorio attraverso una violenza quotidiana e incontrollata, un vero e proprio guanto di sfida lanciato agli avversari anche solo per contendersi una piazza di spaccio. Ed è proprio il Tribunale per i minorenni di Napoli la sede processuale in cui sono stati emessi più provvedimenti di messa alla prova nel 2016 (227), confermando la costante applicazione della misura da parte di questo Tribunale che si è collocato al primo posto nel 2012 e nel 2013, al quinto nel 2014 e al secondo nel 2015.E' questa – dice Di Giacomo – la realtà con cui è necessario fare i conti adeguando da una parte l'attività investigativa e dall'altra quella della detenzione e la fase di accompagnamento fuori. In troppi casi la cella si trasforma     in    scuola     di    reclutamento     per    vecchi     e    nuovi    clan    di    giovanissimi”.



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