Segreteria Generale - 349 4673401 - spp.segreteriagenerale@gmail.com
Vai ai contenuti

Menu principale:

23 gennaio 2019. Stazione ferroviaria Milano: Aldo Di Giacomo, perche’ non interviene il “super salvini?”

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

 
“Perché il “super Salvini”, indossando una delle sue divise di Polizia preferite, non “vola” alla stazione ferroviaria di Milano e interviene a far tornare la legalità?”. È l’interrogativo “provocatorio” del segretario del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo da mesi impegnato nella campagna “noi le vittime loro i carnefici” sulla sicurezza dentro e  fuori gli istituti penitenziari. “Quanto è accaduto contro Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia davanti alla stazione centrale di Milano è due volte grave: è la riprova che la stazione ferroviaria della più importante città economica del Nord del Paese è diventata da troppo tempo una sorta di “enclave” dove tutto è lecito per aggressioni, scippi, spaccio di droga, prostituzione; l’uso di una pistola elettrica (taser) contro Brumotti si ritorce come un boomerang contro chi, Ministro Salvini in testa, aveva lasciato credere agli italiani che con qualche centinaio di taser in dotazione magari persino alla Polizia Locale l’ordine sarebbe stato garantito specie nelle metropoli. E – dice ancora Di Giacomo – se a tutto questo si aggiunge che gli spacciatori e i delinquenti che hanno “base operativa” alla stazione sono tutti immigrati con una presenza più forte di nigeriani il “cerchio” delle problematiche per sicurezza dei cittadini si chiude riportando la drammatica situazione che non si supera certamente indossando una divisa o con manifestazioni spettacolari.
 
Quanto agli immigrati che delinquono i segnali ci sono tutti nelle grandi e piccole città e, come stiamo mettendo in guardia da settimane, sono sempre più allarmanti: a contendersi con i cinesi il titolo di “quinta mafia” sono i nigeriani. Una situazione che, nonostante l’aumento di detenuti di nazionalità nigeriana nelle carceri italiane, nel giro di pochi anni, per oltre il 65%, continua ad essere fortemente sottovalutata.
 
Di Giacomo, in proposito, riferisce che i detenuti nigeriani nelle nostre celle sono solo una piccolissima parte delle migliaia affiliate ai cosiddetti “cult”, i gruppi criminali provenienti dalla Nigeria che dalle metropoli del Nord e da Roma hanno invaso città medio grandi del Sud. Nel 2017, secondo dati più recenti, su 12.387 reati firmati dalla criminalità nigeriana (un quinto di quelli commessi da tutti gli stranieri da noi), 8.594 avvengono al Nord, 1.675  al Centro, 1.434 al Sud, 684 nelle Isole. Non ci interessa fare classifiche tra le varie organizzazioni della criminalità organizzate italiane e straniere operanti nel nostro Paese quanto piuttosto – continua il segretario del S.PP. – mettere in guardia contro il fenomeno di affiliazione che avviene nelle carceri ad opera di nigeriani giovanissimi e autori di reati minori secondo i meccanismi collaudati dai capimafia. La cella diventa il luogo preferito per “formare” nuovi criminali sempre più spietati come testimoniano tante aggressioni a persone anziane e violenze sessuali contro donne italiane. E come riferiscono le cronache dei giornali i criminali nigeriani dalla stazione di Milano a Castel Volturno sono i padroni delle città”.



S.PP. SIndacato Polizia Penitenziaria - Tutti i diritti riservati

Iscriviti alla newsletter

Orario contatti Segreteria Generale
dalle ore 09.00 - alle 12.00
dalle ore 15.00 - alle ore 17.00
Telefono 349-4673401
Email:
>>segreteria@sindacatospp.it
>>spp@pec.sindacatospp.it

                   

Torna ai contenuti | Torna al menu