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17 ottobre 2017. Lettera S.PP. Al Direttore della Casa di Reclusione di Fermo. Ordine di Servizio n. 41 del 3 ottobre 2017

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Lettere ·
Al Capo del DAP
Dott. Santi CONSOLO
ROMA

Al Direttore del personale e delle
Risorse del DAP
Dr. Pietro BUFFA
ROMA

All’ufficio Relazioni sindacali e
Relazioni con il pubblico del DAP
Dott.ssa Pierina CONTE
ROMA

Al PRAP
Emilia Romagna e Marche
Dott. Enrico SBRIGLIA
                                                                                                   BOLOGNA

OGGETTO: Ordine di Servizio n. 41 del 3 ottobre 2017

Sig. Direttore,
nel prendere atto di quanto comunicato con l’Ordine di Servizio indicato in oggetto, la scrivente O.S. Le osserva quanto segue: in questo particolare momento storico, l’impiego di un’ulteriore unità di Polizia Penitenziaria in compiti Amministrativi presso l’Istituto da Lei diretto restituisce l’immagine di una Direzione allo sbando più completo, essendo risaputo che presso l’istituto fermano, il personale di P.P. è in credito verso l’Amministrazione di centinaia di ore di lavoro straordinario effettuato ma non ancora retribuito dall’inizio dell’anno!
Poco importa le rassicurazioni, tutte eventualmente da verificare, laddove la direzione rassicurava il personale che entro il mese di dicembre del corrente anno le rimanenze di circa 80/100 ore cadauno sarebbero state sanate.
Inizialmente aveva fatto ben sperare la Sua solerzia nell’aver dato disposizioni alle figure apicali del Corpo di attivarsi affinché venissero date le opportune disposizioni al personale operante per abbattere il lavoro straordinario, cogliendo tale atteggiamento come un reale interessamento alle condizioni lavorative del personale di Polizia penitenziaria in servizio presso la Casa di Reclusione di Fermo.
La notizia dell’emanazione dell’Ordine di Servizio indicato in oggetto ci ha nuovamente catapultati nella triste realtà di questo Istituto; infatti, anziché cogliere l’arrivo di un’ulteriore unità ed integrare finalmente il personale del quadro permanente permettendo una programmazione finalizzata al contenimento della spesa relativa al lavoro straordinario, la sottrae per adibirla a quelli che ormai da tempo sono compiti demandati al personale appartenente al Comparto Ministeri.
Ci auguriamo che in caso di necessità derivante da un’ulteriore penuria di personale di polizia penitenziaria, la S.V. predisponga apposito O.D.S. per il quale tale carenza venga sanata con personale del comparto ministero.
Giova ricordare che le mansioni degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria sono sancite dall’art.34 del DPR n.82 del 15.02.1999, nonché all’art.9 comma 2 dell’A.Q.N. che così recita: “l’amministrazione penitenziaria ridurrà progressivamente a partire dalla data di sottoscrizione del presente accordo il numero degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria in servizi connessi a quelli istituzionali….parimenti l’amministrazione restituirà ai servizi istituzionali, entro un anno dalla stipula del presente accordo, il personale di polizia penitenziaria impiegato in compiti amministrativi-contabili”.
Ora appare oltretutto irragionevole ed antieconomico, già l’attuale impiego in compiti amministrativi di un’unità di polizia penitenziaria da circa un decennio, incrementare ancora con personale di polizia penitenziaria in un periodo dove le amministrazioni pubbliche vengono invitate a spada tratta a razionalizzare le esigue risorse economiche risulta veramente difficile da comprendere.  
Invero, ci si auspica sempre che ogni vertice di qualsiasi amministrazione pubblica svolga la funzione di garante di tutti gli accordi pattizi e soprattutto di tutte quelle norme che dovrebbero di conseguenza essere rispettate da tutti i dipendenti subordinati, evidenziando quel buon esempio che dovrebbe essere tipico dei vertici istituzionali.
Alla luce di quanto sopra e tenuto conto del momento storico, si ritiene non più tollerabile che le unità di P.P. continuino a svolgere compiti Amministrativo-Contabili per i quali non sono demandati, con l’ovvia e conseguente ricaduta sui diritti oggettivi del personale che si vede costretto la retribuzione a singhiozzo del lavoro straordinario espletato, oltre ad arrecare un danno economico all’erario.
Si richiede, pertanto, l’immediata restituzione delle stesse ai compiti Istituzionali del Corpo di cui all’art. 34 del D.P.R. n. 82 del 15.02.1999 rappresentando che, laddove le unità di Polizia Penitenziaria non vengano impiegate nei compiti Istituzionali, si provvederà a segnalare il tutto alla corte dei conti territoriale per quanto di loro competenza.
Si resta in attesa di urgente riscontro. Distinti saluti. Visualizza pdf
                                                                                                            
Il Segretario Generale




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