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21 giugno 2018. Aldo Di Giacomo: contro “mattanza Polizia Penitenziaria” non ci resta che lo sciopero della fame ad oltranza

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

Non siamo più disposti ad assistere inermi all’autentica mattanza di personale di polizia penitenziaria nelle carceri dove i detenuti la fanno da padroni e poiché non abbiamo alcuna intenzione di consegnare ai malviventi le chiavi delle celle non ci restano che clamorosi atti di protesta e di disobbedienza civile. Lo ha sostenuto il segretario generale del S.PP. (Sindacato di Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo riferendo di aver iniziato stamani lo sciopero della fame ad oltranza, vale a dire – ha precisato - sino a quando non ci saranno primi atti concreti ed efficaci da parte del Governo e in particolare del Ministro alla Giustizia Bonafede in direzione di un intervento adeguato alla drammaticità della situazione.
Ogni giorno 15 poliziotti in media sono costretti a ricorrere alle cure di sanitari e i clamorosi fatti di Sulmona, Viterbo ed Ariano Irpino, per citare solo gli ultimi, in ordine di tempo, gravissimi episodi con uomini della polizia penitenziaria aggrediti, tenuti in cella come ostaggi sino all’uso di olio bollente per ustionarli, hanno superato il limite di ogni sopportazione. Persino negli istituti di pena che dovrebbero essere di “massima sicurezza” ha denunciato Di Giacomo comandano i detenuti che dispongono di telefoni cellulari, armi sia pure improprie, droga ed hanno ogni forma di libertà e possono fare sesso. È da tempo che denunciamo, inoltre, che le celle sono diventate aule di reclutamento di nuova manovalanza criminale e nel caso di detenuti di fede islamica scuole di radicalizzazione con l’evidente rischio che, appena usciti, sono i nuovi potenziali attentatori.
Mi rivolgo al nuovo Ministro della Giustizia - ha detto Di Giacomo - chiedendo interventi urgenti e straordinari tesi a fermare la mattanza che quotidianamente vede vittime gli agenti di Polizia Penitenziaria, che svolgono il proprio dovere al servizio dello Stato in strutture che ormai non garantiscono più alcuna sicurezza. Chiedo come primo atto concreto, finalizzato a ristabilire la legalità all’interno delle strutture penitenziarie, l’abolizione del c.d. 'sistema di Vigilanza Dinamica', fortemente voluto dal precedente ministro Orlando e dal governo che egli rappresentava che ha permesso ai delinquenti rinchiusi nelle strutture penitenziarie di avere troppa libertà ed autogestione.
L’auspicio è che il mio primo atto di protesta, a cui faranno seguito altri, solleciti il nuovo Governo e il nuovo Ministro a tenere fede ai primi annunci fatti per ritornare al pieno controllo delle carceri e fuori di esse il controllo della sicurezza dei cittadini. Non so – ha concluso – se l’utilizzo della pistola taser anche per il personale di polizia penitenziaria possa essere un primo strumento. Vale la pena sperimentarlo. Aldo Di Giacomo



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