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25 novembre 2019. Telefoni e droga ritrovati in carcere a Campobasso: Aldo Di Giacomo “un pozzo senza fine”. Incisiva determinazione del nuovo Comandante

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

Aumento del 1300% nel carcere molisano in Italia da 853 a duemila in un anno.

“È il caso di dire che siamo di fronte alla classica “scoperta dell’acqua calda”. Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. commenta così il ritrovamento di 8 telefoni cellulari e un pacchetto di hascisc all’interno del carcere di Campobasso. Il merito è sicuramente del nuovo comandante dal cui insediamento, meno di 4 mesi, sono stati ritrovati oltre 20 telefonini e un significativo quantitativo di droga. La dottoressa Calcutta è stata in grado di dare una svota significativa al proliferare di droga e telefonini all’interno del carcere Campobassano ed a infliggere un duro colpo alle organizzazioni malavitose che girano intorno al malaffare locale ma soprattutto extraregionale. “Farà  pure impressione nell’opinione pubblico l’alto numero sequestrato in una sola operazione ma è da anni – aggiunge – che denunciamo che negli istituti di pena italiani ci sono troppi telefonini. Nell’ultimo anno, dalle notizie che abbiamo raccolto attraverso il nostro “tour” tra le carceri del Paese e dai nostri delegati, sono circa 2100 i telefoni cellulari sequestrati nel corso di perquisizioni e di altre attività di controllo. Il record Campobasso è il carcere con il maggior numero di telefoni ritrovati negli ultimi sei mesi rispetto al numero di ristretti. Di Giacomo aggiunge: “anche a Campobasso si riesce a parlare con l’esterno e ad impartire ordini, l’istituto molisano non è più carcere modello ma è diventato centro di incontro della malavita anche per la facilità di comunicazione con l’esterno. Secondo i dati nell’ultimo anno sono stati ritrovati 2100 telefonini nelle 190 carcere Italiane, il 120 per cento in più rispetto all’anno precedente nel quale furono ritrovati 937 tra sim e cellulari. Numeri che purtroppo non indicano fedelmente la situazione”. Questo significa – aggiunge – che per i capi delle organizzazioni criminali è una consuetudine    diffusa    impartire     ordini     con     i     telefonini.     Siamo     di fronte all’ennesima situazione di totale insicurezza degli istituti penitenziari italiani che continuiamo a denunciare da tempo e che è il risultato dell’assenza di iniziative efficaci ad opera del Ministro Bonafede che non ha dato alcun segno di discontinuità con il suo predecessore del Governo Renzi. Non si sottovaluti che specie a Campobasso – dice ancora il segretario del S.PP. – si può trovare terreno fertile per organizzare traffici anche all’esterno.
È ora che il mondo della politica si faccia carico del problema che non è solo un problema di sicurezza nelle carceri ma soprattutto dei territori dove essi sorgono. Noi
– conclude il segretario del S.PP. – anche per questo continuiamo il “tour” tra le carceri e l’”operazione verità” avviata sui problemi veri del nostro sistema penitenziario”.



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