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21 ottobre 2019. Di Giacomo: piuttosto che chiedere le dimissioni del Capo del Dap si dimettano i Segretari pensionati ed inadeguati

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

"Piuttosto che chiedere le dimissioni del capo del DAP per quanto sta accadendo negli istituti penitenziari del Paese le sigle sindacali della Polizia Penitenziaria che puntano a  scaricare ogni  colpa  sul DAP  farebbero  bene a  fare  una seria  -  e  mai tentata prima - autocritica innanzitutto ammettendo le responsabilità per non essere in grado di contribuire, attraverso la concertazione seria con l’Amministrazione Penitenziaria, e quindi attraverso proposte credibili, ad una efficace ed effettiva tutela del personale e, contestualmente, al cambiamento del sistema penitenziario”. Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria per il quale “i sindacati dei penitenziari, badando solo alle tessere, in una corsa di competizione tra sigle e a rivendicazioni limitate, hanno perso di vista l’obiettivo centrale della difesa del personale, diventando in questo modo co-responsabili all’attuale deflagrazione del sistema carcerario. Il risultato è che è in atto una campagna mediatica di delegittimazione degli agenti che non si è in grado di contrastare, ricercando un capo espiatorio, mentre in tre anni le violenze al personale sono aumentate del 300 per cento, i suicidi di agenti del 120 per cento, le condizioni di lavoro sono sempre più massacranti. È ora – sostiene Di Giacomo – di finirla di fare sindacato, tra l’altro con gruppi dirigenti per l’80 per cento formati da pensionati e quindi senza un adeguamento ricambio generazionale, senza affrontare  i problemi veri e intervenendo solo, con comunicati, a fatti avvenuti. Siamo l'unico sindacato di categoria che non si è rinnovato con gli stessi dirigenti da troppi anni, battendo persino il record dei sindacati bulgari. L'inadeguatezza dei gruppi dirigenti delle sigle sindacali della penitenziaria è sin troppo evidente perché non si riesce a tenere testa ai grandi cambiamento intervenuti negli anni. Noi, invece, avviando un’autentica e trasparente operazione verità – conclude il segretario del S.PP. – non siamo più disposti ad assecondare questa situazione e chiamiamo tutti i colleghi, a prescindere dalla sigla di appartenenza, a diventare protagonisti del loro nuovo sindacato e a farsi attivi sostenitori del cambiamento complessivo”.



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