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4 dicembre 2021 Focolaio covid carcere Santa Maria C.V. : Aldo Di Giacomo, open day in tutti i penitenziari italiani

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Un nuovo giro di tamponi tra i detenuti non è sufficiente per controllare il focolaio Covid nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, del resto solo uno dei numerosi che si registrano nei penitenziari italiani. Chiederemo ai Ministri alla Salute e Grazia e Giustizia di istituire un Open day qui come in tutte le carceri, con le stesse modalità con cui si svolgono gli Open day fuori”. Così il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria – S.PP. – Aldo Di Giacomo: “E’ da tempo che ripetiamo inascoltati i nostri appelli: l’obbligo vaccinale per il personale penitenziario, che ci vede convintamente favorevoli, non da oggi, non risolve in alcun modo la prevenzione dalla diffusione del Covid se l’obbligo non viene esteso a tutti, a cominciare dai detenuti e dai familiari e dagli avvocati dei detenuti. A Santa Maria Capua Vetere - dove ci sono flussi di ingressi settimanali dieci volte superiori al numero dei detenuti, a cui aggiungere i colloqui con diverse decine di avvocati e una durata anche di un paio d’ore - si pensa di contingentare i colloqui detenuti-familiari. Non può essere questa la soluzione, sottovalutando che nelle rivolte della primavera 2020 la sospensione dei colloqui è stata la scintilla che ha innescato le violenze che tutti dovrebbero ricordare. Altro che Super Green Pass, secondo le prescrizioni che “fuori” scatteranno da lunedì prossimo. “Dentro” siamo fermi alla prima vaccinazione e non esiste l’alibi di detenuti no-vax, un’assoluta minoranza rispetto al numero complessivo della popolazione carceraria. È una situazione – dice Di Giacomo – che riprova la tesi coltivata da parte dello Stato del carcere completamente avulso dal resto della città dove invece si punta ad accrescere controlli e azioni di contrasto al Covid. Francamente non riusciamo a capirne le motivazioni tanto più che il tentativo dei giorni scorsi di rivolta nel carcere di Taranto, a seguito del nuovo focolaio di Covid, dovrebbe mettere in guardia. A noi pare di cogliere – afferma il segretario generale del Sindacato Penitenziari – una sorta di paura dello Stato che non ha alcuna intenzione di introdurre prescrizioni rigorose sul doppio piano giuridico e sanitario per i colloqui in carcere temendo la reazione di quei clan di criminali che continuano a dimostrare di comandare e controllare i penitenziari”. Ci siamo da sempre espressi a favore dell’obbligo vaccinale per una categoria, al pari delle altre delle forze dell’ordine, di quelle sanitarie e di lavoratori a contatto con il pubblico, che necessitano di tutela personale e delle proprie famiglie oltre che a garantire la tutela degli altri, nel nostro caso detenuti, familiari ed avvocati dei detenuti e pertanto – conclude – siamo in attesa di una circolare esplicativa sull’uso obbligatorio del Green Pass nelle carceri per tutti”.



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