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26 gennaio 2019. legittima difesa: Aldo Di Giacomo, “giochetti politici” intollerabili

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Quanto è accaduto nelle ultime ore in Commissione Giustizia alla Camera, che giornali ed agenzie descrivono come un “agguato ai leghisti” da parte dei deputati del M5S per rinviare il voto della legge di riforma della legittima difesa, è “uno schiaffo” ai 900 mila cittadini che presso i Municipi hanno firmato la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legittima difesa, perché al cittadino deve essere data la possibilità di difendersi, di difendere i propri cari, il proprio patrimonio”. È il commento del segretario generale del S.PP.  (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo riferendo che “non è certo casuale che da giorni gli uffici di alcuni Comuni, specie del Nord, ci chiamano per informarci che sempre più numerosi cittadini si rivolgono agli sportelli municipali per continuare a firmare la nostra proposta di legge. Per noi è questa la testimonianza più evidente che gli italiani vogliono far sentire il fiato sul collo dei parlamentari e degli esponenti del Governo su una questione che come confermano le continue cronache è diventata una priorità e pertanto non consente “giochetti” politici. Una questione – dice ancora Di Giacomo – che non si può ricondurre ad un problema di copertura economica e tanto meno ad errori relativi ai fondi destinati a finanziare le misure contenute nel testo all’esame del Parlamento, testo che contiene buona parte delle nostre richieste tra le quali il principio di difesa “sempre legittima”. Per noi che abbiamo interpretato il comune sentire dei cittadini affinché scatti la legittima difesa non è necessario che il ladro abbia un’arma in mano, bensì è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un’arma e non è necessario che la minaccia sia espressamente rivolta alla persona. Forse l’elemento che più si avvicina alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare è l’esclusione della responsabilità civile: chi si è legittimamente difeso non è responsabile civilmente. In sostanza, la riforma fa sì che l’autore del fatto, se assolto  in sede penale, non debba essere obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile. Inoltre, la riforma della legittima difesa estende le norme sul gratuito patrocinio (criteri e modalità di liquidazione dei compensi e delle spese per la difesa) a favore della persona nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione o il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo.
Proprio dopo quanto è accaduto in Parlamento – annuncia Di Giacomo – abbiamo deciso di intensificare la vigilanza e la mobilitazione, attraverso iniziative di protesta, fino a quando la riforma non sarà definitivamente approvata riservandoci solo allora un giudizio completo ed esaustivo. La nostra posizione, va chiarito, non è una proposta del tipo “sceriffo fai da te” e tanto meno “pistola facile a tutti”; essa è essenzialmente un forte deterrente nei confronti dei malviventi che devono capire a cosa vanno incontro nella violazione del domicilio.



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