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13 giugno 2019. Maltrattamenti a bimbi in asilo bresciano: Di Giacomo, indigna fortemente il semplice obbligo di dimora per le tre maestre

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Alle tre maestre dell’asilo nido di Rodengo Saiano, in provincia di Brescia, dopo i maltrattamenti nei confronti di bambini che pure sono stati accertati perché documentati, nemmeno gli arresti domiciliari ma il più clemente obbligo di firma. Una situazione che indigna profondamente quanti come noi sono stati protagonisti di una campagna e della raccolta di firme in tutto il Paese per l’installazione obbligatoria di telecamere in asili, scuole dell’obbligo, centri di assistenza ad anziani e disabili”. È il commento del segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. Aldo Di Giacomo che aggiunge: “a proposito dell’impiego dei servizi di videosorveglianza siamo come sempre alla fase degli annunci. Prima nell’ottobre 2018 fu approvata alla Camera una proposta di legge; più di recente con un emendamento al decreto Sblocca Cantieri ci è stato assicurato che era cosa fatta e adesso dopo i fatti dell’asilo bresciano il Ministro Salvini dice che “ci siamo quasi”. Tutto ciò – continua Di Giacomo
– mentre la cronaca continua a registrare casi di maltrattamenti mentre gli autori degli stessi non mettono mai piede in carcere e addirittura come in quest’ultimo grave episodio sono “graziati” persino dal solito e diffuso provvedimento di arresti domiciliari.
C’è un recente studio del Cesvi che registra tutta la drammaticità della questione: in Italia sono quasi 100mila i bambini vittime di maltrattamenti e abusi; più della metà (52,5%) bambine. Quasi 460mila sono in carico ai servizi sociali per problemi di vario tipo. La maggior parte degli abusi e delle violenze avviene in famiglia, ma si tratta di un fenomeno sul quale è difficile avere dati certi. Concordo con i ricercatori del Cesvi: la complessità di stimare quanti bambini/e siano effettivamente maltrattati in Italia, in tutte le forme con le quali si può definire il maltrattamento – dalla trascuratezza all’abuso – risiede spesso sia nella mancanza della volontà politica di approfondire il tema sia nella conseguente carenza di risorse necessarie per condurre un’indagine su scala nazionale. A questo si aggiunga – come nell’ultimo caso del Bresciano – che chi compie atti di maltrattamento ai bambini non va mai in galera godendo di una sorta di immunità. È anche questo un aspetto della nostra campagna-operazione verità sui problemi veri e di emergenza del sistema penitenziario italiano.



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