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18 gennaio 2018. Aldo di Giacomo: Polizia Penitenziaria, maggiore sicurezza anche dentro le carceri

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Attivita Sindacale ·

"Non basta, come ha fatto il Premier Gentiloni intervenendo alla cerimonia di avvicendamento al Comando generale dell'Arma dei Carabinieri, riconoscere che il Paese chiede maggiore sicurezza. La sicurezza si garantisce con atti concreti a partire dalle carceri dove ogni giorno si verificano 12 aggressioni nei confronti di agenti di polizia penitenziaria." E’ quanto sostiene il segretario generale del S.PP. (Sindacato di Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo aggiungendo che “la grave situazione delle carceri italiane è lo specchio della sicurezza in Italia”.
"Il 2017 per la sicurezza – continua Di Giacomo – si è chiuso sotto il segno “meno”: meno sicurezza nelle carceri dove con la riforma penitenziaria di Natale voluta dal Ministro Orlando si passa dal «regime celle aperte» a quello della “libertà anticipata per tutti” e meno sicurezza fuori per i cittadini per effetto diretto della detenzione negata a numerose categorie di malviventi italiani ed extracomunitari. E’ prevalsa la tesi “libertà anticipata per tutti”, incremento delle cosiddette “misure di comunità” e niente carcere per chi commette reati considerati “minori” come scippi, aggressioni persino a casa dei cittadini. Una riforma destinata ad accrescere la gravissima preoccupazione dei cittadini (soprattutto se anziani che vivono da soli) sulla sicurezza a casa propria o nel proprio negozio. Accade – sottolinea Di Giacomo – proprio quello che stiamo denunciando da troppo tempo: si acuisce la confusione tra carnefici e vittime, perché si pensa a svuotare le carceri, a rendere migliore la vita di chi è detenuto ancora per poco, persino a pagare di più i detenuti-lavoratori, ma nessuno pensa alle vittime e alle famiglie delle vittime."
Molto criticato è anche l’aumento dello “stipendio ai detenuti” disposto dal Ministro della Giustizia Orlando. I reclusi che lavorano in carcere (svolgendo lavori di manutenzione degli edifici, in cucina, nelle pulizie) o per conto di cooperative che hanno spostato parte della loro produzione oltre le sbarre, godranno di una busta paga aumentata di circa l’83%, arrivando a una media di 7 euro l’ora, mentre per il rinnovo del contratto di lavoro del Comparto Difesa/Sicurezza, fermo da un decennio, si è proposto di riconoscere appena 97 euro medi lordi per la Polizia Penitenziaria, di fatto meno di quanto è stato riconosciuto ai detenuti-lavoratori.



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