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3 gennaio 2018. Allarme furti,Aldo Di Giacomo:'serve legge legittima difesa'

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Attivita Sindacale ·

[image:image-0]Il crescente allarme dei cittadini  per la continua invasione di ladri nelle proprie case, più che attraverso petizioni popolari agli organi di Polizia e dell’ordine pubblico, si supera qui come in ogni altro angolo del Paese, con l’approvazione di quella  proposta di legge di iniziativa popolare per la quale abbiamo raccolto oltre 2 milioni 300 mila firme affossata con la chiusura del Parlamento. Ad affermarlo è il Segretario Generale del SPP (Sindacato di Polizia Penitenziario) e presidente del Movimento Una Nuova Italia Aldo Di Giacomo che annuncia la ripresa della mobilitazione.  
Riprenderò il tour, cominciato ad ottobre scorso in concomitanza con lo sciopero della fame, tra le carceri e le piazze di un centinaio di città innanzitutto – dice Di Giacomo – per spiegare agli italiani cosa contiene il ddl di riforma dell’ordinamento penitenziario approvato in tutta fretta alla vigilia di Natale dal Consiglio dei Ministri e sul quale si continua a tenere un silenzio assoluto, sicuramente per non farlo conoscere ai cittadini. Devo dire che si è andati ben oltre quanto avevo pure in qualche modo previsto. Altro che temuto buonismo!. E’ prevalsa la tesi “libertà anticipata per tutti”, incremento delle cosiddette “misure di comunità” e niente carcere per chi commette reati considerati “minori” come scippi, aggressioni persino a casa dei cittadini. Una riforma destinata ad accrescere la gravissima preoccupazione dei cittadini (soprattutto se anziani che vivono da soli) sulla sicurezza a casa propria o nel proprio negozio. Accade – sottolinea Di Giacomo – proprio quello che stiamo denunciando da troppo tempo: si acuisce la confusione tra carnefici e vittime, perché si pensa a svuotare le carceri, a rendere migliore la vita di chi è detenuto ancora per poco, persino a pagare di più i detenuti-lavoratori, ma nessuno pensa alle vittime e alle famiglie delle vittime. Siamo all’imposizione del principio della “rieducazione della pena”, principio nobile che però non può diventare universale o applicato in ogni caso, come se si volesse ad ogni costo redimere anche chi ha sulla coscienza delitti efferati e di ogni genere. La nostra visione sul sistema penitenziario italiano è profondamente diversa e si basa su una “discriminante” precisa: il carcere è lo specchio fedele della situazione di non sicurezza che si registra fuori, perché se ogni giorno 12 poliziotti devono far ricorso alle cure dei sanitari perché picchiati durante il servizio, come pensiamo di difendere i cittadini fuori dalle celle? E’ giunto il momento – dice Di Giacomo – di correre ai ripari e di mettere fine a questa politica dalla parte dei carnefici.
Il 2017 per la sicurezza si è chiuso sotto il segno “meno”: meno sicurezza nelle carceri dove con la riforma penitenziaria di Natale voluta dal Ministro Orlando si passa dal «regime celle aperte» a quello della “libertà anticipata per tutti” e meno sicurezza fuori per i cittadini per effetto diretto della detenzione negata a numerose categorie di malviventi italiani ed extracomunitari.
Per questo, come Movimento Una Nuova Italia, dopo aver condiviso un percorso politico con Fratelli d’Italia, per sostenere le sollecitazioni dei cittadini che vogliono sentirsi sicuri a casa propria, incoraggiati da movimenti e comitati popolari, questa volta – continua – ci saremo anche noi in Parlamento proprio per non delegare a nessuno; il Movimento si è ramificato sul territorio nazionale e rappresenta la vera novità dell’impegno civico e politico dal basso sulla sicurezza, nuovamente messa in pericolo dal ddl di Natale.
La nostra priorità per il nuovo Parlamento – conclude Di Giacomo – è la legge sulla legittima difesa perché chi si difende, difende i propri cari e la proprietà dai ladri possa farlo anche usando l’arma regolarmente denunciata e posseduta senza dover finire sul banco degli imputati dove difficilmente compaiono i malviventi o, se lo fanno, per ottenere la scarcerazione immediata per continuare a delinquere.            



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