Segreteria Generale - 349 4673401 - spp.segreteriagenerale@gmail.com
Vai ai contenuti

Menu principale:

4 aprile 2019. La mafia nigeriana trova spazi anche in Sicilia

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

 
“A Palermo è accaduto quello che avevamo previsto da tempo mettendo in guardia tutti: la mafia nigeriana dopo aver alzato il livello di competizione con la camorra campana – su tutti il caso di Castel Volturno, diventata una sorta di “enclave” della mafia africana – dopo aver sfidato la ndrangheta calabrese e la Sara Corona Unita pugliese, adesso vuole imporsi anche sulla mafia siciliana”. È il commento del segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo dopo il blitz con l’arresto di 13 nigeriani che fanno capo alla confraternita “Eiye”.
 
“L’allarme che continuiamo a lanciare da un paio di anni sull’invasione in Italia della mafia nigeriana sempre più spietata e ramificata sul territorio nazionale – aggiunge – riguarda anche la detenzione. Nelle celle i mafiosi nigeriani hanno imparato a muoversi strategicamente e ad imporsi nel controllo delle carceri. Famosa è un’intercettazione in carcere tra due mafiosi del clan Di Giacomo sui boss di Ballarò, centro di Palermo. «Lì ci sono i turchi» (intendendo persone di colore). «Quali?». «I nigeriani... ma sono rispettosi e poi...immagazzinano»   (frase   che   per   gli  investigatori   avrebbe   un   senso  preciso: i
 
«rispettosi» nigeriani di Black Axe detengono grandi partite di droga in accordo con Cosa Nostra). Gli accordi tra nigeriani e mafiosi di Palermo – dice Di Giacomo – non sono dunque un mistero per magistrati ed inquirenti. Quello che invece non si deve più sottovalutare è la ferocia con cui agiscono gli affiliati ai clan nigeriani Black Axe, Maphite, Supreme Eiye Confraternity, Ayee, per citare i più noti e spietati. Leggere dai giornali di indagini su donne e bambini “squartati” per sacrifici e riti magici, di reni ed organi espianti da bambini o donne rapiti, provoca profonda indignazione che intendiamo accompagnare con iniziative di mobilitazione popolare e protesta. Nel 2017, secondo dati più recenti, su 12.387 reati firmati dalla criminalità nigeriana (un quinto di quelli commessi da tutti gli  stranieri da noi), 8.594 avvengono al Nord, 1.675 al Centro, 1.434 al Sud, 684 nelle Isole.
 
Inoltre – continua il segretario del S.PP. – vogliamo mettere in guardia il Ministero alla Giustizia e l’Amministrazione Penitenziaria contro il fenomeno di affiliazione che avviene nelle carceri ad opera di nigeriani giovanissimi e autori di reati minori secondo i meccanismi collaudati dai capimafia. La cella diventa il luogo preferito per “formare” nuovi criminali sempre più spietati come testimoniano tante aggressioni a persone anziane e violenze sessuali contro donne italiane. È necessario, pertanto, istituire nelle carceri sezioni specifiche per i mafiosi nigeriani preparando il personale penitenziario all’adeguata sorveglianza.
 
È il clima buonista dell’accoglienza – conclude Di Giacomo – a favorire la ramificazione di nigeriani nelle nostre città, un clima che non può essere ulteriormente tollerato provvedendo al rimpatrio di tutti i criminali e non solo del gruppo di romeni come è avvenuto qualche giorno fa con il massimo della pubblicità”.



S.PP. SIndacato Polizia Penitenziaria - Tutti i diritti riservati

Iscriviti alla newsletter

Orario contatti Segreteria Generale
dalle ore 09.00 - alle 12.00
dalle ore 15.00 - alle ore 17.00
Telefono 349-4673401
Email:
>>segreteria@sindacatospp.it
>>spp@pec.sindacatospp.it

                   

Torna ai contenuti | Torna al menu