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9 ottobre 2017. Decalogo 41 bis:Aldo DI GIACOMO, non basta il tema centrale è evitare i trasferimenti vicno casa

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Attivita Sindacale ·

“Bene il “decalogo” che a 25 anni dall’introduzione del regime carcerario duro per i boss regolamenta e, soprattutto, uniforma in tutti gli istituti penitenziari la reclusione dei 728 detenuti ad oggi sottoposti al 41 bis. Ma il problema centrale, almeno per noi, è garantire che il regime carcerario non diventi “più comodo” e che, come è accaduto in concomitanza con le commemorazioni del Giudice Falcone, alcuni boss siano trasferiti più vicino a casa”. E’ quanto dichiara Aldo Di Giacomo. “Intanto – aggiunge – ci associamo con quanti componenti e non della Commissione Antimafia chiedono che sia la Commissione ad esaminare e approfondire il testo  della recente circolare calata dall’alto. Come è noto nelle varie carceri in cui sono distribuiti, i criminali sono divisi in “gruppi di socialità” formati da quattro persone: di solito un boss dominante e i cosiddetti “amici di compagnia”, personaggi di spessore criminale più basso. Da aprile 2014 il boss che viene spostato da un istituto all’altro è seguito dalla sua corte. La formazione resta sempre la stessa. Negli ultimi tempi però, si sta diffondendo una nuova strategia fra i boss detenuti. È quella di stare da soli. Non vogliono compagnia. Questo atteggiamento lo stanno attuando già da tempo alcuni appartenenti ai gruppi camorristici. Bisogna evitare – continua Di Giacomo – che questo atteggiamento di isolamento protratto per qualche anno potrebbe poi indurre il detenuto a far ricorso al tribunale di Sorveglianza per non essere più sottoposto al 41bis.
Come è indispensabile scongiurare che i mafiosi si scelgano il proprio carcere facendo di tutto per evitare ad esempio il Bancali a Sassari. Ai  boss non piace il carcere sardo e per questo presentano centinaia di ricorsi contro ogni cosa, prendendo di mira nelle loro istanze la direzione del carcere che si limita ad applicare le regole Per noi  il problema dell’inadeguatezza nel Paese di carceri adatti ai detenuti sottoposti al 41 bis si può risolvere riaprendo o adeguando gli istituti di pena presenti in alcune isole minori. Al centro della nostra iniziativa noi mettiamo il massimo impegno per contrastare ogni forma di criminalità mafiosa fuori e dentro il carcere”.



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