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12 giugno 2019. Vicenda tabaccaio Ivrea: Di giacomo, le indagini in corso ci stanno dando ragione perchè la legittima difesa non è sempre e comunque legittima

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
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“La legittima difesa è tutta un’altra cosa rispetto a chi spara al malvivente dal balcone; il Ministro dell’Interno Salvini deve fare il Ministro e non il difensore ad ogni costo chi spara”. È il commento di Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindaco Polizia Penitenziaria, alle ultime notizie diffuse sulla ricostruzione della vicenda del tabaccaio di Ivrea che ha ucciso a colpi di pistola uno dei malviventi che avrebbero voluto rapinarlo. “Lo abbiamo detto, forse da soli, subito dopo quanto accaduto ad Ivrea, al punto da essere additati come i difensori di malviventi, proprio noi che abbiamo condotto per mesi la campagna “chi è la vittima e chi il carnefice” per fare chiarezza sulla confusione imperante fuori e dentro le carceri. Le indagini ad Ivrea ci stanno dando ragione perché non è questa la legittima difesa per la quale, come S.PP. e insieme ad associazioni e movimenti civici, abbiamo raccolto in un paio di anni in tutta Italia circa 3 milioni 300 mila firme a sostegno della nostra proposta di legge d’iniziativa popolare sulla “modifica delle norme disciplinanti la violazione di domicilio e la legittima difesa”.
“È soprattutto il comportamento del Ministro Salvini - aggiunge Di Giacomo – che  alimenta la distorta convinzione che la difesa da qualsiasi tipo di aggressione è “sempre legittima” ignorando che la nuova legge norma un aspetto fondamentale e sicuramente il più delicato, che è quello della sussistenza del reale pericolo. Del resto – dice ancora il segretario del sindacato S.PP. – le “raccomandazioni” espresse all’atto della promulgazione della legge dal Presidente della Repubblica Mattarella sono chiare e rispondono all’esigenza di evitare che si passi da un eccesso come l’impossibilità di reagire in caso di furto-rapina-aggressione in casa o nel proprio negozio ad una sorta di legge del far west. Meno male – afferma ancora Di Giacomo – che ci sono i giudici ad occuparsi della questione per evitare di lanciare agli italiani un messaggio distorto e pericoloso che sarebbe quello di usare sempre e comunque un’arma”.



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