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27 novembre 2019. Di Giacomo: Assistente Capo Ruggiano non è un eroe per un giorno ma semplicemente un eroe. Chiudere gli Icam e “liberare” i bambini in cella

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
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“L'assistente capo Ruggiano, in servizio presso l’Icam-San Vittore di Milano, che ha salvato la vita alla piccola figlia di una detenuta, non è un eroe per un giorno, ma il simbolo migliore del lavoro, oscuro e prezioso, di tutti gli agenti penitenziari che salvano tante vite umane, in particolare di detenuti che tentano il suicidio”. Ad affermarlo è il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo, sottolineando che “il gesto ha un significato ancora più rilevante perché in concomitanza con la manifestazione di oggi a Roma per richiamare l'impegno sulle condizioni di lavoro e di vita del personale penitenziario che registra la completa insensibilità del Ministro Grazia e Giustizia che non ha mostrato alcun interesse. Quello stesso Ministro Bonafede che si è limitato a congratularsi, con una telefonata, con l'agente e che invece dovrebbe, come minimo riconoscimento, disporre un encomio ufficiale. Ma la storia a lieto fine avvenuta all'Icam- San Vittore Milano – aggiunge il segretario del S.PP. - ribadisce la necessità non più rinviabile di chiudere tutti gli Icam e di “liberare” i bambini che vivono in cella con le loro madri. Vorrei ricordare che questa battaglia di civiltà come sindacato la stiamo sostenendo da tempo con il risultato, assai deludente, che il Ministro Bonafede dopo le nostre pressioni ci ha fatto ricevere da un suo delegato ma senza alcun risultato”.
Nel riferire che secondo i dati più recenti sono 2.666 le donne detenute rispetto ad una popolazione carceraria complessiva di 60.741 detenuti e che sono 48 le detenute con 52 bambini (25 sono straniere), Di Giacomo sostiene che “è una situazione di autentica barbarie che va rapidamente rimossa perché i bambini non possono e non devono condividere la cella con le madri. Come mancano spazi dedicati alle attività femminili e alle problematiche di genere aggravando le condizioni della detenzione. I bimbi in cella sono 15 nel “”Lauro-Icam” (Campania) e, tra i più numerosi, 10 a Rebibbia-Roma e 10 a San Vittore-Milano. Una intollerabile e vergognosa situazione di violenza perpetrata a bambini che si protrae nonostante gli impegni e le assicurazioni venute dopo il tragico fatto di Rebibbia quando una detenuta uccise i suoi due figli, soprattutto l’infanzia la più indifesa in un Paese che pure continua a definirsi civile”.



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