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31 luglio 2018.Aldo Di Giacomo: rissa in carcere rimini tra albanesi e marocchini spia tensioni estate e sovraffollamento stranieri da rispedire a casa.

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

La rissa nel carcere di Rimini tra detenuti albanesi e marocchini avvenuta durante la messa è sicuramente la spia delle tensioni che la stagione estiva amplifica a causa dei problemi strutturali che il caldo e le sempre più precarie condizioni degli istituti penitenziari acuiscono. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) sottolineando che è sempre il personale di polizia penitenziaria a subire direttamente le conseguenze di una situazione diventata intollerabile.
La causa principale - aggiunge - è la disattenzione della politica mischiata ad un atteggiamento buonista sintetizzabile dietro la presunzione di rieducare tutti i detenuti e malviventi persino stranieri nonostante gli efferati crimini commessi e ripetuti. E’ dunque questo il sistema che non funziona. Abbiamo sempre considerato la rieducazione un elemento essenziale per rendere moderna ed efficace la detenzione ma non può diventare metodo di ricerca di una sorta di “rieducazione per forza” e per tutti.
Dal nuovo Governo e nello specifico dal Ministro Bonafede – continua Di Giacomo – aspettiamo che si passi dalle dichiarazioni di buona volontà ai primi provvedimenti concreti in grado di affrontare da subito i quotidiani episodi di aggressione a guardie carcerarie e di risse tra detenuti di varie etnie. Primo fra tutti quello che il Ministro della Giustizia ha annunciato solo qualche giorno fa in Parlamento per il trasferimento dei detenuti stranieri nei Paesi di origine anche senza il loro consenso. Non si sottovaluti: un terzo della popolazione carceraria in Italia è composto da detenuti stranieri, si tratta di circa 20 mila detenuti stranieri ed ognuno di essi costa alla collettività circa 137 euro al giorno. L’Italia non può più permettersi questa spesa, tanto più se si considera che siamo oggetto di sanzioni per il sovraffollamento carcerario.
Altri numeri su cui riflettere: secondo dati del Ministro più aggiornati, dal 1° gennaio al 15 luglio 2017 sono stati rintracciati in posizione irregolare 25.260 stranieri rispetto ai 21.147 dello stesso periodo (più 19,45 per cento). Di questi, ne sono stati allontanati 12.206 (più 27,52 per cento rispetto ai dati dello scorso anno). Ancora, nel 2016 a fronte dei 41.473 migranti rintracciati in posizione irregolare, i provvedimenti di rimpatrio complessivamente adottati (suddivisi in respingimenti alla frontiera, respingimenti del Questore, espulsioni del Ministro e del Prefetto, espulsioni dell’Autorità giudiziaria, ottemperanti alla partenza volontaria, ottemperanti all’ordine del Questore, riammessi verso altro Stato membro) sono stati 18.664, di cui 3.112 di espulsione con accompagnamento alla frontiera.
Dati che raccontano in modo chiaro – conclude Di Giacomo – che dentro e fuori le carceri ci sono troppi stranieri che delinquono e devono essere rispediti a casa propria.



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