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13 marzo 2020. Carceri: Di Giacomo: c’è un solo provvedimento da assumere di natura esclusivamente sanitaria-umanitaria. Nessuna concessione per chi ha devastato e permesso la morte di 14 persone

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
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“In queste ore si parla tanto di provvedimenti deflattivi per alleggerire il numero di detenuti, anche in considerazione di imminenti ristrutturazioni, dopo le devastazioni con danni di 35milioni di euro, dalle prime notizie il governo intende dare spazio ad un indulto mascherato concedendo gli arresti domiciliari a che ha pena residua non superiore a due anni. Provvedimento di carattere ideologico e generalizzato senza nessun significato, per noi l’unico provvedimento possibile è quello di concedere gli arresti domiciliari ai detenuti immuni-depressi ed agli over 70. Se proprio si vuole abbassare l'età dei detenuti si potrebbe arrivare agli over 65 ampliando la platea degli aventi diritto”. È quanto sostiene il segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo che attraverso il gruppo di lavoro istituito dal sindacato, sostenuto anche da esperti virologi, continua a monitorare la situazione negli istituti penitenziari italiani. Nel precisare che “la proposta riguarda quei detenuti con un sistema immunitario che non è in grado di proteggerli dalle malattie infettive e quindi esposte ad un maggior rischio di un certo tipo di infezione (batterica o virale) o di tutte le infezioni”, Di Giacomo aggiunge che: “qualsiasi concessione di sconto pena residua o altra soluzione, che da qualche parte viene agitata, è solo di natura ideologica e non affronta certamente la vera questione che è l'emergenza sanitaria. Noi ci batteremo e quindi ci opporremo con tutte le nostre forze per altre soluzioni improntate alla clemenza perché la clemenza non si può riconoscere a quanti hanno fatto le violente rivolte di questi giorni, hanno messo in pericolo la vita del personale penitenziario, che ha pagato un prezzo altissimo con una sessantina di feriti da aggiungere ai 14 morti tra i detenuti, ha danneggiato le strutture con danni per diverse decine di milioni di euro”. La nostra proposta invece – continua Di Giacomo – risponde alla duplice esigenza, resa ancora più acuta in questa fase caratterizzata da tensioni ancora altissime nelle carceri, un'esigenza umanitaria-sanitaria e di sicurezza per il personale penitenziario e tutti i cittadini. Il segretario del S.PP. ha quindi rivolto un appello ai cittadini, alle istituzioni e alla politica a “vigilare perché si sconfigga il ricorso ad ogni forma di clemenza che equivale ad un cedimento ai ricatti dei detenuti più violenti e al tempo stesso colpirebbe due volte il personale penitenziario che da giorni sta dando prova di attaccamento allo Stato e alla missione di garanzia del rispetto della legalità e salvaguardia della sicurezza dei cittadini”. Oltre ad essere una sconfitta inequivocabile dello Stato.



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