Segreteria Generale - 349 4673401 - spp.segreteriagenerale@gmail.com
Vai ai contenuti

Menu principale:

3 settembre 2019. Agente polizia penitenziaria preso a schiaffi ad Asti: Di giacomo, è la resa dello Stato, presto sarà necessario il ricorso a leggi speciali per il controllo delle carceri

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

“Il messaggio è chiaro: se un detenuto in carcere per associazione di tipo mafioso in un istituto penitenziario di alta sicurezza come il Quarto di Asti prende a schiaffi un agente di polizia penitenziaria è perchè lo Stato non c'è più e lui impone la sua legge”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo commentando quanto accaduto nel carcere di Asti aggiungendo che “non si sottovaluti che per la prima volta in un carcere di massima sicurezza con detenuti affiliati alla grande criminalità organizzata o a gruppi terroristici accade un gesto simile di aggressione che solo apparentemente potrebbe sembrare meno grave delle 845 aggressioni compiute dall'inizio dell'anno ad agenti penitenziari, spesso con coltelli e corpi contundenti e persino con olio bollente. Questo significa che lo Stato ha pubblicamente dichiarato la resa e che il controllo del carcere è nelle mani dei detenuti. E' la conferma di quanto il sindacato S.PP. sostiene da tempo: “se non si interviene con immediatezza e con i provvedimenti necessari presto sarà indispensabile una legge speciale per garantire il controllo degli istituti penitenziari dove il cosiddetto regime delle “celle aperte” ha di fatto consegnato le carceri nelle mani dei detenuti”. Di Giacomo afferma inoltre: “siamo stanchi di aggiornare il conteggio delle aggressioni ed altrettanto stanchi di aspettare che i partiti concordino un nuovo programma di governo che, come è avvenuto per quello precedente, non prende affatto in considerazione l'emergenza del nostro sistema carcerario. Per questo intendiamo rivolgerci solo alle Procure della Repubblica in assenza di altri interlocutori istituzionali”.
Per il segretario del S.PP.: “è tempo che anche i sindacati di polizia penitenziaria, specie quelli più rappresentativi, facciano autocritica: fare sindacato a colpi di comunicati quando accadono episodi come questo di Asti, è la testimonianza di un sindacalismo che in questo modo si dimostra fortemente inadeguato ad incidere per un cambiamento del sistema carcerario italiano nell’interesse dei poliziotti penitenziari. Il S.PP. invece dopo le numerose manifestazioni, i sit-in, davanti numerosi istituti penitenziari, oggi a Catania a manifestare per il nuovo carcere Bicocca, bloccato da anni, prosegue la campagna “Noi le vittime Loro i carnefici” che ci ha visto impegnati in questa stagione estiva in giro per il Paese. Una campagna che vogliamo intensificare nelle prossime settimane perché, almeno per noi, la tutela del personale penitenziario “prima di tutto” si fa con provvedimenti e non con formali comunicati di solidarietà”.



S.PP. SIndacato Polizia Penitenziaria - Tutti i diritti riservati

Iscriviti alla newsletter

Orario contatti Segreteria Generale
dalle ore 09.00 - alle 12.00
dalle ore 15.00 - alle ore 17.00
Telefono 349-4673401
Email:
>>segreteria@sindacatospp.it
>>spp@pec.sindacatospp.it

                   

Torna ai contenuti | Torna al menu