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7 giugno 2019. Tabaccaio spara e uccide malvivente ad Ivrea: Di giacomo, non si può invocare a cuor leggero e sempre la legittima difesa

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

 
“Leggere che il tabaccaio di Ivrea, che è uscito dal locale con una pistola ed ha ucciso uno dei malviventi che avrebbero voluto rapinarlo, potrebbe beneficiare della nuova legge sulla legittima difesa mi fa saltare dalla sedia per indignazione. Non è questa la legittima difesa per la quale, come S.PP. e insieme ad associazioni e movimenti civici, abbiamo raccolto in un paio di anni in tutta Italia circa 2 milioni 300 mila firme a sostegno della nostra proposta di legge d’iniziativa popolare sulla “modifica delle norme disciplinanti la violazione di domicilio e la legittima difesa”. È il commento di Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindaco Polizia Penitenziaria che ha promosso la raccolta di firme per la proposta di legge depositata in Parlamento prima che scadesse la precedente legislatura ed ha proseguito la raccolta di adesione di cittadini nei Municipi all’inizio della nuova legislatura. “Interpretando il comune sentire di milioni di italiani – aggiunge – abbiamo pensato ad una legge non certamente che affermasse il principio di difesa “sempre legittima” ma piuttosto che normasse un aspetto fondamentale e sicuramente il più delicato, che è quello della sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa. In attesa delle indagini sul fatto che coinvolge il tabaccaio di Ivrea comunque non si può invocare a cuor leggero, comunque ed in ogni circostanza, la legittima difesa. Del resto – dice ancora Di Giacomo – le “raccomandazioni” espresse all’atto della promulgazione della legge dal Presidente della Repubblica Mattarella sono chiare e rispondono all’esigenza di evitare che si passi da un eccesso come l’impossibilità di reagire in caso di furto-rapina-aggressione in casa o nel proprio negozio ad una sorta di legge del far west. Spetta adesso ai giudici occuparsi della questione per evitare di lanciare agli italiani un messaggio distorto e pericoloso che sarebbe quello di usare sempre e comunque un’arma”.
 
Di Giacomo inoltre sottolinea che va sempre accertata la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa, come prescrive la legge, «se taluno legittimamente presente nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi»,
 
«usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione».



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