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27 febbraio 2019. Aldo Di Giacomo: omicidio Rozzano nuovo campanello d’allarme

Sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria
Pubblicato da in Segreteria ·

L’omicidio di Rozzano, il gesto disperato di un uomo che uccide un altro uomo indagato dalla Procura di Milano per presunti abusi sessuali su una nipote di pochi anni, è l’ennesimo campanello d’allarme che la politica farebbe bene a non sottovalutare, perché nel Paese cresce la fame di giustizia e quindi di pene certe contro chi commette i delitti atroci. Lo afferma il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo evidenziando che è questo il light motiv della campagna del sindacato, in pieno svolgimento, con la parola d’ordine “Noi le vittime Loro i carnefici”. Sono tanti i casi derubricati a “fatti di cronaca” che – sottolinea Di Giacomo – registrano per i carnefici pene al massimo di qualche anno di detenzione mentre per i familiari delle vittime che vivono una doppia violenza e devono superare trauma psicologici non si va oltre la commiserazione e la generica solidarietà.
Nessuno pensa di giustificare atti ed episodi di “giustizia fai da te” che vanno sempre e comunque condannati. Ciò che invece noi sollecitiamo – dice il segretario del S.PP. – è di essere ascoltati dalla politica, insieme ad altri soggetti sociali e civici che pure si battono per gli stessi nostri obiettivi tra cui le Associazioni delle vittime o associazioni di genitori, perché si affronti la situazione in tutti i suoi aspetti.
Leggiamo oggi sui giornali che la riforma della legittima difesa da questione delicata e seria è diventata questione di scambio tra i due partiti di Governo – Lega e M5S – sino a determinare un nuovo rinvio dell’esame in Parlamento, dove dalla scorsa legislatura giace una nostra proposta di legge di iniziativa popolare, con oltre 3 milioni di firme di cittadini, che, è bene chiarire, non è affatto uno strumento di “giustizia fai da te” ma una moderna regolarizzazione del diritto alla difesa dei propri cari, come della propria vita, di proprietà.
E se Ministri interessati, Parlamento e politica non vogliono ascoltarci, dedichino qualche minuto – afferma ancora Di Giacomo – nella lettura delle continue ed aggiornate indagini riferite alla percezione della sicurezza tra gli italiani per rendersi conto che come confermano sondaggisti ed esperti la prima preoccupazione oggi dei cittadini è subire un atto di violenza e vedersi poi il carnefice girare davanti casa.



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