29 giugno 2022 Aldo Di Giacomo: suicidio a Bari detenuto con problemi psichici, 32 suicidi in sei mesi, continua la strage silenziosa di stato

Attività, Editoriale Aldo Di Giacomo

“Il detenuto trentenne condannato per omicidio (fine pena 2042) con problemi psichiatrici, che si è impiccato alla finestra della propria cella nel carcere di Bari, dopo aver annodato le lenzuola alle inferriate, è la 32esima vittima ini sei mesi, la sesta avvenuta nelle carceri della Puglia, per un totale di 68 morti dall’inizio dell’anno.

Una “strage silenziosa di Stato” che ci allarma e perdura negli anni: nel 2021 i suicidi sono stati 54 con 132 morti in totale e nel 2020 61 suicidi con 152 morti – e ci allarma”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. – Sindacato Polizia Penitenziaria – Aldo Di Giacomo.

“Purtroppo – aggiunge – ancora un suicidio tra i detenuti con problemi psichici che non dovrebbero trovarsi in carcere. a conferma che sono soprattutto questi detenuti ad essere più a rischio e a richiedere al momento dell’arrivo in carcere interventi tempestivi ed efficaci.

Da tempo come S.PP. chiediamo – dice Di Giacomo – di ritornare alle strutture psichiatriche di detenzione, abolite nel 2014, sia pure ripensate nei servizi da garantire e con un numero di personale specialistico adeguato e che si potenzino i protocolli per il rischio autolesivo e suicidario, attraverso l’incremento negli istituti penitenziari di personale sanitario con adeguate competenze rispetto a queste problematiche.

Il problema è che le Rems sono poco più di una trentina e i posti disponibili sono meno di quelli di cui ci sarebbe bisogno.

Secondo dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, sarebbero 750 i detenuti in lista d’attesa per fare ingresso in una Rems ma molti di più quanti hanno problemi psichici.

Il tempo medio di attesa è di 304 giorni, con regioni come Sicilia, Puglia, Calabria, Campania e Lazio in cui l’attesa arriva fino a 458 giorni. Le regioni con più detenuti in attesa sono la Sicilia con circa 140 detenuti, la Calabria con 120 e la Campania con 100.

La percentuale più alta dei detenuti con disturbi psichiatrici soffre di nevrosi; il 30% di malattie psichiatriche collegate all’abuso di droghe e di alcool; il 15% di psicosi. Inoltre, gli episodi di autolesionismo di detenuti con difficoltà psichiatriche sono circa dieci ogni giorno, quattro sono le aggressioni che quotidianamente i poliziotti penitenziari subiscono da detenuti con problemi psichiatrici e due in media sono i tentativi di suicidio che la polizia penitenziaria riesce ad evitare.

I problemi – dice Di Giacomo – si sono dunque aggravati per responsabilità di politica e Parlamento che periodicamente annunciano impegni di riforma per poi disattenderli e rinviarli ad altri. Il risultato è che il personale penitenziario è lasciato solo a fronteggiare questa situazione e troppo spesso diventa oggetto su cui scaricare tensioni e malessere attraverso aggressioni.

È tempo che Ministero Grazia e Giustizia e Ministero alla Salute se ne occupino seriamente non delegando alla CEDU di occuparsene con periodiche sentenze di condanna dello Stato Italiano ma ritornando a strutture psichiatriche in grado di garantire almeno un minimo di assistenza a chi ne ha necessità”.

In Italia ogni anno in carcere, in media, su 10mila detenuti sono in 10,6 a togliersi la vita e almeno il doppio di casi di interventi di agenti penitenziari che sono riusciti a sventare con prontezza e professionalità tentativi di suicidi.

Fuori dal carcere, invece, i suicidi sono 0,6 ogni 10mila cittadini. I gesti di autolesionismo arrivano in media a 20 ogni 100 detenuti.

Il Segretario Generale

Dott. Aldo Di Giacomo

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