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L’ennesimo suicidio di un detenuto in una sezione per psichiatrici, avvenuto ieri nel carcere di Benevento, è solo l’ultimo della lunga catena della “mattanza di Stato” che si perpetua da troppi anni senza che qualcuno nei settori di Governo o della politica vada oltre una generica e formale indignazione. E’ quanto sostiene Aldo Di Giacomo,  sottolineando che persino chi dovrebbe seriamente



La riforma della giustizia non può limitarsi alle aule dei Tribunali ma deve entrare nelle carceri. Aspettiamo adesso che gli impegni che ha preso la ministra Cartabia dopo la visita del 14 luglio a Santa Maria Capua Vetere, insieme al Premier Draghi, si trasformino in provvedimenti ed atti recuperando il tempo perduto dai precedenti Governi”. Lo afferma il segretario del S.PP. Aldo Di Giacomo ricordando che “l’ultimo tentativo di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria risale al 1990 alla legge 395



Con la notifica della sospensione dal servizio per undici agenti di polizia penitenziaria del carcere di San Gimignano, per fatti che risalgono a due anni fa e peraltro oggetto di attività giudiziaria non ancora completata, siamo di fronte ad un esempio eclatante di quella giustizia da “due pesi e due misure” che non ci piace




Nel carcere di Rebibbia (Roma), un detenuto italiano di 52 anni con problemi psichiatrici oggi si è suicidato dopo essersi coperto la testa con una busta e aver inalato del gas, proprio nel giorno del suo compleanno. Altro che 72, come sostiene il Ministro Cartabia: i detenuti con problemi mentali sono molto più numerosi




Il raid punitivo, perché di questo si è trattato, ad opera di detenuti di una sezione del carcere di Caltagirone che hanno malmenato altri reclusi, dopo essersi impossessati delle chiavi delle celle, è l’esempio più clamoroso e violento della ripresa del controllo delle carceri da parte della criminalità organizzata, di fatto favorito dalla delegittimazione del sistema penitenziario e della polizia penitenziaria



Basta con la spettacolarizzazione. Basta con le strumentazioni politiche. La polizia penitenziaria non ha alcun bisogno di visite ed incontri interessati a strappare consensi e voti, ma di fatti ed impegni concreti”. Ad affermarlo è il segretario generale Aldo Di Giacomo, in riferimento alla visita del segretario della Lega Matteo Salvini al carcere di Rebibbia




“Le bottiglie incendiarie esplose la notte scorsa nel parcheggio fuori dal carcere di Rebibbia (sezione femminile) che hanno provocato l’incendio di auto, episodio inquietante che fa seguito alle bombe carta esplose sempre fuori allo stesso istituto penitenziario romano il 14 luglio scorso, sono l’ennesimo segnale del clima di odio contro il personale penitenziario che monta da settimane”



Ci auguriamo che il filmato pubblicato da L’Espresso che mostra il boss di Cosa Nostra Leoluca Bagarella aggredire a freddo un poliziotto della struttura carceraria di Sassari dove è rinchiuso in regime di 41bis, senza alcuna reazione dell’agente ma solo soccorso da colleghi per evitare il peggio, abbia la stessa diffusione a ritmo continuo dei video delle aggressioni di detenuti da parte del personale




Dopo le proteste di Firenze con decine di detenuti sui tetti, è da ieri sera in atto una protesta nel carcere campano di Benevento dove oltre 90 detenuti, tutti del circuito di alta sicurezza, si rifiutano di entrare nelle celle. Avevamo avvertito che il clamore e la gogna mediatica riservata al personale di polizia penitenziaria, dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere



Il clamore e la “gogna mediatica” riservata al personale penitenziario, provocati dalle immagini diffuse attraverso i continui filmati sui fatti di Santa Maria Capua Vetere, cominciano a dare i primi effetti devastanti, come testimoniano le proteste dei detenuti nel carcere di Sollicciano-Firenze. La delegittimazione del personale degli istituti penitenziari, intrecciata all’atteggiamento



Le decisioni della Magistratura dovrebbero valere sia quando sono contro la Polizia Penitenziaria, come il caso di S.M.C.V., sia quando sono a favore come quelle delle decine e decine di archiviazioni per fatti non commessi. Il clima di autentica “caccia alle streghe” che si è creato da troppi giorni intorno al personale di Polizia Penitenziaria impone a tutti – e noi per primi lo facciamo – ad abbassare i toni,


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