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Nessuno pensi che una volta arrivati in carcere – come comunque auspichiamo e nel più breve tempo possibile - i due criminali, nella violenta rapina a Casavatore (Napoli), armati di fucile a pompa e kalashnikov che non hanno esitato a puntare le armi contro le famiglie sedute al tavolo con i bambini ci restino a lungo e magari ad espiare la pena. Purtroppo il carcere se per i boss, in troppi casi



L’ennesima evasione di un detenuto dopo il ricovero all’ospedale Pertini di Roma, ripreso grazie al pronto intervento della Polizia di Stato, è l’ennesimo campanello d’allarme su come è facile evadere dalla detenzione potendo approfittare soprattutto della carenza di personale penitenziario di sorveglianza”. È il commento di Aldo Di Giacomo che aggiunge: mentre il sindacato accentua la mobilitazione



“11 ottobre, brutale aggressione avvenuta nel carcere di Caltagirone in danno di due poliziotti penitenziari; ormai la situazione nelle carceri italiane è insostenibile, una mattanza silenziosa si sta consumando quotidianamente nella totale indifferenza delle istituzioni e del mondo politicoche sembra essere incapace a trovare soluzionirapide ed efficaci per tutelare chi lo Stato cerca di difenderlo”



Gli autori del vile attacco alla sede della Cgil a Roma, ben noti dirigenti e militanti di forze politiche neofasciste, si nascondono dietro il cosiddetto movimento no vax per ben altri obiettivi, primo fra tutti quello di colpire il sindacato per colpire la democrazia e la rappresentanza dei lavoratori. L’S.PP. parteciperà la prossima settimana alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl, Uil




Si terrà martedì 12 ottobre, con inizio alle ore 11:00 a Roma davanti la sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il sit-in annunciato nei giorni scorsi dal Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP. per esprimere “una prima forte e civile protesta che raccolga le più vive preoccupazioni di tutto il personale penitenziario, a prescindere dal sindacato di appartenenza e chiedere un sostanziale cambio



Mentre il malato muore i medici continuano a studiare il caso… È proprio così: non può essere l’ennesima commissione di indagine a studiare come affrontare i problemi del sistema penitenziario italiano e per questo non abbiamo nessuna fiducia nella strategia di Governo e Ministero Grazia e Giustizia”. Lo affermaAldo Di Giacomo annunciando l’organizzazione di un sit-in a Roma  per il 12 ottobre



Cosa dobbiamo aspettarci ancora dalla “mattanza” quotidiana di personale penitenziario da parte dei detenuti sempre più violenti, forse il morto?”. E’ l’inquietante ed allarmante domanda di Aldo Di Giacomo dopo che lo stesso detenuto straniero che nel carcere di Vigevano, nella notte tra sabato e domenica aveva appiccato il fuoco in cella ed aggredito quattro agenti finiti in ospedale



Nel carcere di Vigevano la scorsa notte un detenuto straniero dopo aver dato fuoco alla cella si è scagliato contro quattro agenti accorsi per metterlo in salvo dalle fiamme diffuse in breve tempo e li ha colpiti anche con una lametta. Uno degli agenti ha perso i sensi mentre tutto il personale coinvolto è stato costretto a far ricorso alle cure di medici in ospedale. A segnalarlo è  Aldo Di Giacomo



Dopo il rinvenimento di telefonini di alta tecnologia in celle del carcere di Bologna a disposizione di camorristi e appartenenti a gruppi criminali albanesi viene spontaneo chiedersi se l’operazione di perquisizione compiuta avesse potuto avere lo stesso risultato con l’applicazione delle nuove regole. Noi siamo sempre più convinti che, senza il fondamentale ‘effetto sorpresa’



Nelle ultime ore il pronto intervento di un agente penitenziario a Poggioreale-Napoli è riuscito a salvare la vita di un giovane detenuto intento a suicidarsi. Quasi in contemporanea a Benevento si è suicidato un detenuto di 27 anni trasferito da Palermo da soli due giorni, facendo salire a tre il numero dei suicidi in carcere in meno di 48 ore”. A riferirlo è  Aldo Di Giacomo



Almeno per noi non c’era alcun bisogno dell’azione punitiva compiuta dai detenuti ad Avellino contro un agente di polizia penitenziaria per ribadire che le carceri, specie quelle campane, sono sempre di più fuori controllo e che lo Stato ha ammainato bandiera bianca”. Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo secondo il quale “proprio come avviene fuori anche negli istituti penitenziari è possibile organizzare azioni


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