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Il focolaio Covid-19 nel carcere di Bari, con il numero di detenuti infetti che aumenta di ora in ora e in attesa dello screening allargato al personale di polizia penitenziaria, è l’ennesimo campanello d’allarme di una gestione del pericolo contagio nelle carceri che è a dir poco inadeguata. A parte la campagna vaccinale che procede a “macchia di leopardo” con istituti più avanti rispetto ad altri



La firma ieri del decreto Green Pass da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da una parte ha alimentato la campagna (in verità non nuova) per una “liberazione anticipata speciale” di categorie di detenuti e dall’altra una sorta di “caccia” al personale penitenziario non ancora vaccinato. È il caso di fare chiarezza e di non farsi prendere dall’emotività affrontando adeguatamente questa



L’ispezione al carcere di Frosinone disposta dal Ministro Cartabia non deve diventare l’ennesimo tentativo per archiviare in fretta e con una semplice formalità (dovuta) un fatto gravissimo. Ne è sufficiente aver trasferito il detenuto che ha sparato. Non c’è più spazio per le formalità e le ritualità. Piuttosto si colga il nuovo campanello d’allarme e si intervenga con fermezza per ristabilire il controllo



Il carcere è diventato il luogo di regolamento dei conti a colpi di pistola tra affiliali alla criminalità organizzata. Abbiamo toccato il punto più allarmante di una situazione che da tempo, inascoltati, denunciamo come di massima emergenza”. È il commento del segretario generale del S.PP. Aldo Di Giacomo su quanto è accaduto nel carcere di Frosinone




La maxi rissa tra detenuti albanesi e maghrebini avvenuta nel carcere Due Palazzi di Padova deve riaccendere l’attenzione del DAP come del Ministero Grazia e Giustizia e del Parlamento sulla sempre più difficile convivenza nelle nostre carceri tra etnie di immigrati che il personale penitenziario si trova quotidianamente a contenere senza disporre degli strumenti più adatti, per non parlare delle difficoltà



L’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Potenza che ha portato all’arresto di 11 persone, appartenenti a gruppi criminali campani e pugliesi, già detenute e protagoniste della rivolta nel carcere di Melfi del 9 marzo del 2020, in cui alcuni agenti di polizia penitenziaria e personale sanitario vennero sequestrati per nove ore nelle celle, finalmente ribalta la tesi volutamente diffusa dall’opinione



Sovraffollamento di detenuti (450 rispetto ai 390 previsti), di cui almeno 200 appartenenti ad organizzazioni camorristiche; carenza di personale (118 agenti rispetto ai 250 necessari); inadeguatezze strutturali; carenza di assistenza sanitaria aggravata dall’attuale fase della pandemia: il carcere di Salerno - da dove oggi è ripreso il tour del segretario generale Aldo Di Giacomo tra gli istituti penitenziari



Il gioco dello scaricabarile, da sempre tipico della politica italiana, non avrà mai fine. Ma per il sistema penitenziario del nostro Paese provoca danni irreparabili. Così accade che se “è semplice” attribuire alla polizia penitenziaria responsabilità per i fatti di S.M.C.Vetere, la vicenda della detenuta che partorisce in cella a Rebibbia è colpa di altri, la crescente presenza nelle carceri di psichiatrici e



La gravissima situazione determinata nel carcere di Pesaro richiede l’immediato e più efficace intervento dell’Amministrazione Penitenziaria per ripristinare il clima di sicurezza del personale penitenziario”. Ad affermarlo è il segretario generale  Di Giacomo che esprime la più fraterna solidarietà ai colleghi vittima di continue violenze: “Ci siamo attivati chiamando in causa direttamente il responsabile del DAP



A poco meno di due mesi dalla visita del Premier Draghi e della Ministra Cartabia al carcere di Santa M.C.V. è indispensabile un bilancio di cosa è accaduto e di cosa è stato realizzato dal Governo e dall’Amministrazione Penitenziaria negli ultimi 60 giorni. Noi lo abbiamo fatto: circa 50 aggressioni ed episodi di violenza di detenuti a personale penitenziario, con un centinaio di agenti che hanno



La richiesta del Gip del Tribunale di Piacenza di nuove indagini, nonostante la precedenza richiesta della Procura di archiviazione, sul presunto pestaggio subito in carcere a Piacenza da un detenuto tunisino, avvenuto nel 2017, sarà pure un caso limite, ma non è l’unico. Non è possibile che dopo quattro anni si continui ad indagare. Sono ancora troppi i procedimenti in corso contro colleghi


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come avrà avuto modo di sapere l'escalation di minacce che mi colpiscono da anni, in qualità di segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (S.PP.) – tra le quali il pacco bomba fatto recapitare nella mia abitazione
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