«La duplice evasione avvenuta nel giro di poche ore di ieri dal carcere di Potenza – detenuti pericolosi e catturati dopo qualche ora – è l’ennesimo segnale della grave emergenza che si vive anche negli istituti penitenziari lucani.
Nell’ultimo anno e mezzo le evasioni e i tentativi di evasione dai penitenziari italiani sono stati una cinquantina ».
A denunciarlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria (S.PP.) – F.S.A. C.N.P.P., che interviene dopo la fuga di due detenuti dalla casa circondariale del capoluogo lucano.
Di Giacomo sottolinea la risposta degli agenti alla situazione di emergenza.
Quasi cinquanta poliziotti penitenziari sono accorsi spontaneamente anche da casa, interrompendo il Ferragosto e lasciando le proprie famiglie per partecipare alle ricerche dei fuggitivi, anche utilizzando autovetture private.
«Siamo di fronte a un nuovo, gravissimo episodio che conferma quanto denunciamo da tempo – sottolinea Di Giacomo –.
Nel carcere di Potenza, a fronte di una capienza di 101 posti, sono presenti 171 detenuti, con un tasso di affollamento di circa il 170 per cento. La Basilicata (oltre Potenza, Matera e Melfi) registra una delle percentuali di affollamento più alte d’Italia, attestandosi al 162,5%. A questo si aggiunge una carenza molto consistente di personale della Polizia Penitenziaria».
«Attualmente – prosegue il segretario generale dello S.PP. – la Polizia Penitenziaria in forza ammonta a 111 unità, con alcune decine di agenti in meno rispetto all’organico previsto.
Sono inoltre presenti appena tre educatori. Sovraffollamento, organici insufficienti e condizioni di lavoro sempre più difficili espongono quotidianamente gli agenti a rischi enormi e rendono sempre più complicato garantire sicurezza e controllo all’interno degli istituti».
Secondo il sindacato, la dinamica della fuga evidenzia ulteriormente le criticità strutturali della struttura penitenziaria potentina.
I due detenuti si sarebbero arrampicati sui tetti dell’istituto e, da lì, sarebbero riusciti a scavalcare le mura di cinta, che danno su una strada laterale in una zona caratterizzata tra l’altro dalla presenza di numerose abitazioni.
«Questo episodio – evidenzia – dimostra ancora una volta il senso di responsabilità e il sacrificio degli uomini e delle donne della Polizia Penitenziaria, che anche in una giornata festiva hanno risposto immediatamente all’emergenza.
Determinante è stata inoltre la collaborazione delle altre Forze di Polizia, impegnate nelle ricerche».
«Come Sindacato Polizia Penitenziaria abbiamo sollevato da tempo il problema e chiesto interventi concreti.
Il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria continuano invece a sottovalutare la gravità della situazione.
Quanto accaduto a Potenza dimostra che non è più possibile rinviare: la situazione nelle carceri è ormai fuori controllo. Le quotidiane aggressioni agli agenti sono il “campanello d’allarme”.
Il sindacato torna quindi a chiedere interventi urgenti per rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria, ridurre il sovraffollamento e garantire condizioni di sicurezza adeguate sia per il personale sia per la popolazione detenuta.






































