16 gennaio 2020. Carceri campane, comandano i clan: proiettili a sindacalista della polizia penitenziaria

Attività, Intimidazione

Li ha ricevuti Aldo Di Giacomo (Spp), da anni impegnato in una dura battaglia nelle carceri campani, dove lo Stato ha fallito e lasciato proliferare la criminalità organizzata”.
“Sta denunciando senza reticenze quello che accade nelle carceri di tutta la Campania.

Risultato: ha ricevuto a casa una lettera di con due proiettili e minacce diretta a lui e alla sua famiglia. Aldo Di Giacomo è il segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria (Spp).

Non è la prima volta, il sindacalista dei baschi azzurri ha già ricevuto un pacco bomba, lettere e mail minatorie. Un pericolo imminente di vita “Siamo di fronte  a una situazione che segnala un pericolo imminente per la vita del nostro segretario e della sua famiglia. Un atto che richiede una risposta immediata ed adeguata, all’altezza della gravità della minaccia.

E` evidente l’intimidazione rivolta al suo operato e quindi alle sempre piu` frequenti iniziative che lo vedono a Napoli ed in Campania dove ha attivato una campagna di mobilitazione per denunciare, senza reticenze, quanto accade dentro le carceri campane, a cominciare da Poggioreale, definito una “zona franca” dove tutto può essere ammesso, e dove lo Stato ha ammainato bandiera bianca e delegato il controllo ai capi clan. Dietro le sbarre lo Stato ha fallito “Poggioreale – continua- è un carcere dove lo Stato ha fallito.

Da segretario da anni conduce una battaglia continua, senza lasciarsi intimidire, per denunciare che la criminalità organizzata – dai clan mafiosi, di ndrangheta, camorra agli ultimi arrivati della mafia nigeriana – che controlla gran parte delle nostre carceri e vede la “resa incondizionata” dello Stato.

Di Giacomo, nell’anno appena concluso, ha realizzato un lunghissimo tour attraverso i principali istituti penitenziari del Paese, soprattutto ha evidenziato la gravissima situazione dell’istituto di Poggioreale, sit-in e conferenze stampa davanti le carceri, nelle piazze, a Roma davanti il Parlamento e il Ministero di Grazia e Giustizia in attuazione del Programma di iniziative con lo slogan “noi le vittime, loro i carnefici”.

Tanti i casi denunciati e “provati” dell’attuale sistema carcerario troppo buonista e permissivo nei confronti dei detenuti che punta persino all’abolizione del 41 bis: dai continui ritrovamenti di telefonini, sistemi di trasmissione di “pizzini” agli uomini del clan, dubbi suicidi, detenzione di droga, sesso in cella”.

“La campagna di mobilitazione popolare  ha sempre saldato i problemi del sistema penitenziario con quelli della piu` complessiva sicurezza dei cittadini che ritengono intollerabile ritrovare fuori dal carcere criminali che si sono macchiati di atroci delitti, in tanti casi “in permesso premio”

Il Segretario Generale

Dott. Aldo Di Giacomo

Dott. Aldo Di Giacomo

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